Due lastre tombali, rimaste finora senza uno studio specifico, hanno restituito alla storia della pieve di Piedeldosso le figure degli ultimi due prevosti che vi officiarono. La ricerca di Luisa Lazzari è emersa nel corso della rassegna estiva «La pieve si racconta».
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È proprio durante le visite tematiche organizzate quest’estate che l’antica chiesa ha cominciato a rivelare aspetti meno conosciuti della propria storia. Lo scorso anno gli incontri serali erano stati dedicati soprattutto alla vicenda generale della pieve e alle opere d’arte conservate al suo interno.
Quest’estate, invece, la formula è cambiata, ha concentrato ogni appuntamento su argomenti specifici e su testimonianze finora poco indagate. Tra le scoperte più interessanti ci sono appunto le due lastre tombali studiate da Luisa Lazzari, dedicate a Gian Domenico Cleani e Nicola Rescatti. Cleani fu prevosto di Gussago per anni.
Chi furono
Nato a Brescia nel 1676, dottore in diritto canonico e civile e figura autorevole del clero bresciano, arrivò alla prepositura nel 1727 e morì a Gussago nel 1742, all’età di 67 anni. L’iscrizione lo ricorda come un uomo degno di essere esempio «per tutti che vivano e governino bene», compianto dall’intera diocesi.
Alla sua figura è legato anche un passaggio decisivo nella storia della pieve. Fu infatti Cleani ad avanzare l’idea di costruire una nuova chiesa parrocchiale, proposta approvata dalla Generale Vicinia nel giugno del 1742. La nuova parrocchiale avrebbe cambiato il destino dell’antica pieve.
Abbandonata dopo il trasferimento delle funzioni religiose, la chiesa di Santa Maria Vecchia conobbe decenni di progressivo degrado, fino a rischiare, all’inizio dell’Ottocento, la demolizione. Fu allora che la popolazione di Gussago intervenne per salvarla, dichiarandosi pronta a sostenere le spese necessarie al suo recupero.
La pieve, che aveva rischiato di scomparire, tornò così a vivere grazie alla mobilitazione della comunità. Diversa e molto più breve fu la permanenza alla Pieve di Nicola Rescatti.
Nato a Brescia nel 1682, laureato in Teologia e insegnante di retorica nel Seminario vescovile, era stato prevosto di Milzano. Nel novembre 1743 arrivò a Gussago, ma il suo incarico durò soltanto due mesi: morì infatti il 28 gennaio 1744. La sua lastra lo definisce «ottimo prevosto» e ricorda il «grandissimo dolore» dei fedeli. Fu il fratello Antonio a far collocare il monumento.
Destini diversi
Le due pietre raccontano dunque gli ultimi passaggi della lunga storia della Pieve attraverso due destini molto diversi. Cleani, protagonista per quindici anni e promotore del progetto della nuova parrocchiale; Rescatti, arrivato a Gussago per appena due mesi, ma ricordato da un monumento che restituisce ancora oggi il dolore della sua improvvisa scomparsa.



