Trump: «Guerra quasi finita». Telefonata di un’ora con Putin

Chiamata «costruttiva» per entrambi, a due mesi dall’ultima, nella quale il dossier Ucraina si è intrecciato con quello iraniano
Vladimir Putin e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Vladimir Putin e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
AA

Al decimo giorno di guerra in Iran, squillano i telefoni del Cremlino e della Casa Bianca: da una parte lo zar Vladimir Putin, dall’altra il presidente Donald TrumpUna chiamata di oltre un’ora, incentrata sul conflitto in Medio Oriente e sull’Ucraina. Con Mosca che manda un messaggio chiaro: «Il successo dell’avanzata delle truppe russe in Donbass dovrebbe incoraggiare Kiev a risolvere il conflitto attraverso i negoziati». Con l’implicita richiesta al tycoon di intensificare la pressione su Volodymir Zelensky, preoccupato dal rinvio del nuovo round di colloqui proprio per la crisi iraniana.

«La guerra finirà presto»

Un fronte, quest’ultimo, su cui Mosca finora non si è esposta se non con appelli alla de-escalation e gli auguri alla nuova Guida Suprema con la promessa di «una partnership affidabile». Putin ha così ribadito a Trump la necessità di trovare una «rapida soluzione diplomatica», mentre il presidente americano si era appena detto convinto che la guerra in Iran «è praticamente conclusa, finirà presto». Una partita che incrocia i due scacchieri con i due leader che si sono detti «pronti» a contatti «regolari» dopo questa telefonata «costruttiva e aperta», la prima da due mesi.

Putin intanto manda anche un messaggio agli europei: forte dell’impennata dei prezzi energetici, getta sul piatto della bilancia nei rapporti con la Ue tutto il peso del suo Paese come grande produttore di petrolio e gas, affermando che la Russia è pronta a garantire le forniture di petrolio e gas necessarie per stabilizzare i mercati. Ma per fare questo aspetta «segnali» da Bruxelles. Quasi una provocazione dopo quattro anni di gelo e accuse incrociate sull’Ucraina, sfociate nella chiusura totale da parte dell’Ue dei rubinetti del gas dalla Russia.

Il messaggio alla nuova Guida Suprema

Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell'Iran - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell'Iran - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Nel suo messaggio a Mojtaba Khamenei, Putin si è detto sicuro che il nuovo Rahbar «continuerà con onore l’opera di suo padre», Ali Khamenei, e riuscirà a tenere unito il popolo iraniano di fronte alla «aggressione armata». Il presidente russo ha anche confermato il «continuo sostegno a Teheran». Ma non è chiaro se esso si sia concretizzato in aiuti militari per far fronte ai raid delle forze di Washington e Israele. 

Nessuna conferma è venuta da Teheran o da Mosca su presunte informazioni di intelligence che, secondo il Washington Post, i russi fornirebbero agli iraniani per colpire obiettivi militari americani in Medio Oriente. Né alle voci tra gli osservatori militari a Mosca che parlano di consegna di nuovi sistemi di difesa aerea trasferiti a Teheran a partire dalla Guerra dei 12 Giorni del giugno 2025. «Abbiamo un dialogo con i rappresentanti della leadership iraniana e continueremo, senza dubbio, questo dialogo. Questo è tutto ciò che volevo dire su questo argomento», ha risposto in modo enigmatico il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ai giornalisti che gli chiedevano commenti in proposito.

Boccata d’ossigeno

La nuova guerra del Golfo, e la conseguente impennata dei prezzi dell’energia, ha intanto portato una insperata boccata d’ossigeno alle casse di Mosca, che negli ultimi mesi aveva mostrato qualche difficoltà nel continuare a finanziare il conflitto in Ucraina. E consente alla Russia di presentarsi come un elemento di stabilità sui mercati mondiali. «Stiamo aumentando le forniture ai nostri partner affidabili in diverse regioni del mondo», ha dichiarato Putin.

«Continueremo – ha insistito il capo del Cremlino – a fornire petrolio e gas ai Paesi che sono anch’essi partner affidabili. Mi riferisco non soltanto ai partner nell’Asia-Pacifico, ma anche alle nazioni dell’Europa orientale, come la Slovacchia e l’Ungheria». Ma il primo ministro ungherese, Viktor Orban, in una lettera a Ursula von der Leyen, ha affermato che è necessario «sospendere tutte le sanzioni imposte all’energia russa in tutta Europa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...