Partire dal denaro per capire come si muovono i fenomeni criminali. Recuperare risorse per tutelare l’economia sana e sostenere i servizi per la collettività. La Guardia di Finanza, che celebra oggi il 252esimo anniversario di fondazione del Corpo, sviluppa la propria attività attraverso una complessa articolazione di reparti, specialistici e territoriali, e con una serie di servizi come il soccorso alpino o la polizia del mare ma è nel costruire attività giudiziaria sui flussi finanziari che si riassume l’essenza del lavoro delle Fiamme Gialle.
La missione
Lo ha spiegato bene anche il comandante provinciale, colonnello Francesco Maceroni, illustrando nel dettaglio l’attività operativa dei reparti dipendenti: «Anche dopo un intervento in montagna o un controllo sul lago incrociamo le schede anagrafiche con le banche dati di cui siamo in possesso, in tante occasioni ci sono stati spunti che hanno aperto indagini complesse».
Tra i più emblematici in questo senso l’intervento per un soccorso in montagna in Val Palot che aveva portato a scoprire che in realtà il decesso era legato a un infortunio sul lavoro.
Centrale per il Comando provinciale di Brescia è l’attività del Nucleo di Polizia economica e finanziaria che si occupa principalmente dei grandi contribuenti, 140 aziende che fatturano oltre 100 milioni di euro, solo per citare un dato.
Il tenente colonnello Antonio Ranaudo, che lo comanda, ha spiegato che «la costante in tutte le operazioni è la presenza di un professionista che offre i propri servizi dentro alle organizzazioni criminali. Spesso i gruppi etnici hanno fatto studiare e portato nelle professioni propri connazionali per poi averli a servizio degli affari illeciti». In secondo luogo «il carattere ormai internazionale di ogni attività».
Nel complesso, negli ultimi 18 mesi, la GdF bresciana, con tutte le proprie articolazioni, ha effettuato 10mila interventi e sviluppato 1.200 indagini.
Sul territorio
Allo stesso modo, il Gruppo di Brescia ha lavorato per la tutela dei consumatori: colpisce il dato dei 3,7 milioni di pezzi sequestrati complessivamente negli empori cinesi oppure i 188 milioni di euro di crediti fiscali falsi individuati e bloccati.
Sul territorio hanno lavorato le Compagnie di Breno, Gardone Valtrompia, Rovato e Desenzano concentrandosi tra le altre cose sul contrasto al caporalato e al lavoro nero individuando oltre 1.000 persone irregolari. Lo stesso è stato fatto per l’evasione fiscale con 500 milioni di euro di fatture false e 200 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi sequestrati.
Imponente anche l’impegno contro le attività finanziarie occulte, in particolare contro le banche clandestine, con il sequestro di 45 milioni di euro.
A tutto questo si aggiungono anche il contrasto agli illeciti ambientali così come il sequestro di tabacchi lavorati e fuochi d’artificio irregolari.




