L'ombra del terrorismo torna ad allungarsi sul Regno Unito e sull'occidente, intrecciata (forse) con quella della guerra di Usa e Israele all'Iran.
La minaccia
Un terrorismo vecchia maniera, fatto di minacce dinamitarde, secondo i sospetti della polizia britannica, intervenuta per sventare in extremis i presunti piani di un attentato contro la base aerea della Raf di Fairford, nella contea inglese del Gloucestershire. Base condivisa da decenni con il grande alleato americano e messa a disposizione anche per i decolli dei bombardieri che da mesi prendono di mira Teheran e dintorni su ordine del «supreme commander» Donald Trump: lo stesso Trump che in piena campagna elettorale di Midterm non ha intanto perso tempo a intestarsi parte dei meriti di un blitz frutto della «grande collaborazione» con Londra.
L'operazione, scattata ieri prima dell'alba, ha portato all’arresto di 5 uomini le cui identità e nazionalità restano al momento coperte dal riserbo: accusati dapprima di violazione della legge sugli esplosivi (Explosives Act) dalla Gloucestershire Police e poi formalmente di «pianificazione di un attacco terroristico» dai vertici dell'antiterrorismo di Scotland Yard, subentrata a stretto giro nel coordinamento delle indagini. Lo scenario è stato quello di un'allerta rossa.
Con la base isolata e posta in stato di massima «vigilanza», mentre gli agenti fermavano i sospetti a bordo di tre grandi furgoni bianchi diretti proprio verso la struttura militare. Mezzi sottoposti poi per ore a verifiche condotte con tutte le precauzioni del caso. A partire dall'intervento dei team di artificieri dell'Army's Explosive Ordinance Disposal con i loro mezzi blindati e un robot attrezzato per cercare a distanza tracce di esplosivo senza mettere a rischio operatori umani.

Gli arresti
«I 5 arrestati restano in custodia», ha dichiarato la vicecapo di Scotland Yard, Vicki Evans, che è anche comandante nazionale dell'antiterrorismo nel Regno Unito, abbottonata dietro la prudenza di un'investigazione «in fase iniziale» nel suo rifiuto di avanzare in pubblico congetture affrettate sulla matrice dell'accaduto.
Di certo si tratta comunque di «un incidente grave», segnato fra l'altro da ore di angoscia per la comunità del villaggio di Whelford, nel cuore bucolico delle Cotswolds, evacuata da tutte e 85 le case che ne fanno parte. Persone sottratte di primissima mattina alla quiete abituale – alcuni sorpresi nel sonno, dopo che uno di loro aveva visto passare i van sospetti e chiamato le forze dell'ordine – da frotte di poliziotti armati piombati a bussare di porta in porta. Per essere trasferite poi in fretta e furia, come ha raccontato Julian Tudsbery, uno dei residenti, in un centro sportivo poco lontano: ricovero di sicurezza in cui hanno trascorso l'intera giornata mentre il perimetro attorno al vicino viottolo in cui i furgoni erano stati bloccati rimaneva cordonato per un raggio di 400 metri.
Aggiornato di minuto in minuto da Liverpool, a margine della (movimentata) inaugurazione del suo primo congresso da leader, il premier Andy Burnham ha dal canto suo elogiato la rapidità d'intervento delle forze di sicurezza.
Prudenza
Oggi il ministro della Difesa britannico, Wes Streeting, ha invitato alla prudenza sulle ricostruzioni di giornali e testimoni a proposito del presunto attacco esplosivo sventato ieri vicino alla base aerea inglese della Raf, glissando (ma senza smentire) sui possibili sospetti di collegamento con una qualche pista iraniana. In un’intervista Streeting ha liquidato come frutto di «una visione parziale» delle cose quanto affermato dalla proprietaria di una fattoria della zona – la donna che avrebbe telefonato per prima alla polizia per segnalare la presenza di tre furgoni sospetti e di uomini mascherati con passamontagna – sul fatto che le forze dell'ordine possano essere state prese «di sorpresa»: intervenendo solo quando i sospetti erano ormai a ridosso delle recinzioni della base.
Il ministro ha aggiunto che «in questa fase delle investigazioni» non si possono rendere pubbliche tutte le informazioni note, incluso «sull'identità» dei 5 uomini arrestati o sulle loro «possibili motivazioni». Quanto all'ipotesi di un coinvolgimento dell'Iran, evocata fin da ieri dai media sulla base di indiscrezioni investigative, ha rifiutato di commentare, aggiungendo tuttavia come sia «di dominio pubblico la volontà del regime iraniano di danneggiare i nostri interessi e quelli dei nostri alleati». I 5 arrestati restano intanto in custodia, nelle mani dell'antiterrorismo britannica, formalmente accusati della sospetta «pianificazione di un'azione terroristica».



