Giudici di pace, Scati: «Fatti passi avanti, ma il lavoro non è concluso»

Il presidente del Tribunale di Brescia non nasconde la propria determinazione nel difendere un polo della giustizia fondamentale per il territorio
Stefano Scati - © www.giornaledibrescia.it
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«Ho rimarcato la difficile situazione del Giudice di pace di Brescia sin dal mio insediamento e mi ero impegnato per migliorarla. Oggi credo che si sia fatti passi avanti». Stefano Scati, presidente del Tribunale di Brescia dal giugno del 2025, non nasconde la propria determinazione nel difendere un polo della giustizia fondamentale per il territorio. E che non vanno per nessuna ragione al mondo depotenziati o, peggio ancora, ridimensionati.

«Gli uffici del Giudice di Pace in Italia assorbono il 28% del contenzioso civile. A mio avviso è assolutamente erroneo ritenere che si tratti di una giustizia di serie B. Tutti i processi sono importanti e, anzi, il singolo cittadino che nella propria vita ha un solo processo celebrato magari di fronte al Giudice di pace attribuirà a quel processo la massima importanza. Ecco perché ritengo che le funzioni della sede di Brescia debbano essere seguite con la massima attenzione; l’ho fatto sin dal mio insediamento e continuerò a farlo».

Rispetto ad un anno fa come definirebbe la situazione?

«A fronte di un organico tabellare di 24 unità, destinati a Brescia sono oggi in servizio sette giudici, di cui sei esclusivisti che svolgono solo funzioni di giudice di pace. Nel corso del 2025 ho poi disposto l’applicazione di un magistrato onorato del tribunale e di un altro destinato all’ufficio di Chiari. La situazione attuale non è ottimale ed è perfettibile. Non spetta a me dare un giudizio, ma qualche piccolo miglioramento vi è stato e spero venga riconosciuto».

Nella seconda parte di quest’anno, però, si rischiano nuovi e inediti problemi.

«Alla fine di ottobre dovrebbe inderogabilmente entrare in vigore la riforma che estende le competenze. Viene addirittura attribuita al Giudice di pace una competenza per materia a prescindere dal valore delle cause per quanto riguarda l’usucapione e la materia condominiale. Credo che non potranno esserci ulteriori rinvii e dunque la situazione sarà particolarmente problematica, perché alle insufficienze di organico dei magistrati si devono considerare anche le carenze di organico del personale amministrativo. Due fattori che, ovviamente, non possono che incidere in maniera pesante».

Pare quindi che la situazione sia destinata a rimanere complessa, almeno nel breve periodo...

«Obiettivamente credo proprio che sia così. Basti pensare che, con questo limitato personale, l’ufficio dovrà provvedere a gestire i cinque nuovi magistrati che entreranno in servizio a marzo, mentre da ottobre avranno un lavoro che potrebbe essere superiore di un terzo se non del doppio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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