Giornate Fai da record con 11.300 visitatori: oggi si prosegue
Al Comando dei Vigili del fuoco, poco dopo mezzogiorno, sono già entrati quattrocento visitatori. Tra loro tanti bambini, affascinati dal lavoro del pompiere: alcuni si sono addirittura presentati con divisa e caschetto in miniatura. Il Comando di via Scuole è uno dei luoghi aperti in città per le Giornate di primavera del Fai.
Il primo giorno è stato un successo, previsto il sold out di ogni edizione: 11.300 visitatori tra Brescia e provincia, 4.300 (1.100 in più dell’anno scorso) solamente nel capoluogo. Si replica oggi e, visto che è domenica, sono attese ancora parecchie persone. Tra città e provincia, sono visitabili trentatré tra palazzi, chiese, percorsi, luoghi del saper fare in sei Comuni, Brescia, Castenedolo, Caino, Breno, Soiano del Lago e Erbusco. E oltre 350 i volontari e 180 gli studenti apprendisti Ciceroni impegnati.
In via Scuole
La casa dei Vigili del fuoco è stata inserita dal Fai in città per il filone che racconta il Novecento: «È una struttura funzionalista che è stata continuamente aggiornata. I Vigili del fuoco di Brescia si sono trasferiti qui nel 1988 da via Milano» spiega Gisella, una delle guide che accompagna nella visita assieme a Francesco, vigile del fuoco in congedo. «Interveniamo in terra, mare e cielo», dice orgoglioso.
I piccoli Simone e Gabriele vorrebbero proprio diventare pompieri. Sgranano gli occhi quando si entra nella sala operativa, inaugurata nel 2021, progettata proprio per Brescia e unica con queste caratteristiche in Italia: gestisce diecimila interventi all’anno. Su un grande ledwall c’è una cartografia con i punti rilevanti come le aziende, lo stadio, le telecamere in autostrada.
Poi tocca alla sala crisi, ai mitici pali dai quali i vigili del fuoco scendono per partire in caso di emergenza, al castello di manovra alto quattro piani dove si allenano e all’autorimessa. La storia del corpo affonda le radici nel 1860, quando anche a Brescia fu creato il gruppo civico. Nel 1939 viene istituito il Corpo nazionale dei vigili del fuoco che li incorpora.
I palazzi
Brescia vanta anche antiche magioni settecentesche come Palazzo Materossi già Fe’ d’Ostiani in corso Matteotti. Un gruppo di sette persone che arrivano da Roncadelle e Castel Mella si prepara per la visita. Come Antonella e Chiara che oggi hanno in programma di spostarsi a Castenedolo dove si può varcare la soglia di palazzi e chiese.
A poca distanza c’è Palazzo Soncini, in contrada Soncin rotto: fuori c’è parecchia gente che aspetta. Sara e Simona di Villa Carcina da qualche anno non si perdono le Giornate Fai. La cultura si deve respirare già da piccoli. E così nonna Paola, la nuora Chiara e le sue due bimbe di sei e sette anni si preparano a entrare. «Partecipavo con mio marito – racconta Paola – e ora con le nipoti». Un volontario Fai ci dice che era tale l’affluenza da costringerli a iniziare le visite prima dell’apertura prevista, alle dieci. Entriamo nel giardino. «Vicolo Soncin rotto si chiamava così già dal 1400, prima che la famiglia Soncini venisse ad abitare qui, nel Settecento –spiega una guida –. Il palazzo è stato progettato dal Marchetti, architetto molto famoso all’epoca». Spicca una fontana con i delfini, in stile barocco: «Far funzionare le fontane in quegli anni è stato uno sforzo ingegneristico immenso – aggiunge la guida –. Il palazzo fu anche danneggiato da un bombardamento nel 1945». Infine si accede allo scalone d’onore che per i nobili era il simbolo della loro ricchezza.
Solo oggi pomeriggio, e per gli iscritti Fai, si potrà ammirare, sempre in città e in tema settecentesco, la Sala Crema all’interno del palazzo dei Martinengo di Padernello. C’è poi chi è salito in Maddalena per visitare la Chiesa di San Fiorano, porta di ingresso alla Tomba del cane, tempietto neogotico progettato da Rodolfo Vantini e uno dei simboli della città.
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