Cronaca

Fai: tra palazzi e monumenti, in 29mila per i tesori bresciani

Successo oltre le aspettative per le Giornate di primavera: cittadini in coda per conoscere meglio il territorio
Paola Gregorio
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Grande successo per le Giornate del Fai

Quasi 29mila visite tra Brescia e provincia, 17.500 solo domenica. Le Giornate di primavera del Fai tornate con la trentaquattresima edizione questo fine settimana, aprendo al pubblico centinaia di luoghi speciali spesso sconosciuti, o poco valorizzati, molti dei quali solitamente inaccessibili – 780 in 400 città italiane – anche nel Bresciano hanno avuto un grande successo.

Meraviglie per tutti

In città ieri i visitatori sono stati 6.500, in Valcamonica quasi 3.500, in Franciacorta quasi 4.500. Tra città e provincia erano trentatré i luoghi aperti in sei Comuni: Brescia, Castenedolo, Caino, Breno, Soiano del Lago e Erbusco. Oltre 350 i volontari e 180 gli studenti apprendisti Ciceroni impegnati. Ville, chiese, luoghi del saper fare e della memoria hanno accolto tantissimi visitatori.

Giornate Fai: Villa Barbi al villaggio Violino
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Giornate Fai: Villa Barbi al villaggio Violino

Tra le bellezze architettoniche aperte quattro palazzi settecenteschi: in città palazzo Soncini, tra le architetture barocche più importanti di Brescia, Palazzo Materossi già Fe’ d’Ostiani in corso Matteotti e la Sala Crema all’interno del palazzo dei Martinengo di Padernello; in provincia, Palazzo Romei Longhena Provaglio a Capodimonte di Castenedolo che vanta un magnifico giardino a cannocchiale. E ancora, edifici religiosi come la chiesa di San Zenone Vescovo, il santuario della Madonna delle Fontane e la chiesa di San Rocco a Caino, la chiesa di San Fiorano a Brescia, porta di ingresso alla Tomba del cane, tempietto neogotico progettato da Rodolfo Vantini, le chiese di Santa Maria Elisabetta, antico sito monastico sorto su un luogo sacrificale romano, e di San Michele Arcangelo con il Castello a Soiano – con i resti del ponte levatoio – a parrocchiale di San Bartolomeo apostolo a Castenedolo con opere di Moretto e Hayez.

Il Novecento e il «saper fare»

Il Novecento è stato raccontato in città con la passeggiata tra gli edifici di via Silvio Pellico, come Casa Cottinelli, raffinato esempio di revival medievale e rinascimentale e il Castelletto dei Dazi, il Comando provinciale dei Vigili del fuoco in via Scuole, progettato secondo criteri funzionalisti, il giardino di Villa Barbi con le sculture monumentali di Stefano Bombardieri.

E a Caino con la Raccolta etnografica La Röda che conserva oltre 1.200 oggetti della vita quotidiana novecentesca: utensili domestici, attrezzi da lavoro, strumenti per la pesca nel fiume, piccoli mobili e abiti, memoria materiale delle famiglie bresciane.

Giornate Fai a Caino
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Giornate Fai: a Caino

Non sono mancati i luoghi del saper fare, come la Cantina Peri Bigogno in Villa Togni, a Castenedolo e il Frantoio Manestrini a Soiano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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