Arte, fede e tradizione del ferro hanno conquistato i visitatori delle Giornate Fai d’autunno, che per due giorni hanno acceso i riflettori sul patrimonio di Berzo Inferiore. Tra i beni più visitati la chiesa di San Lorenzo, gioiello artistico appena riaperto dopo una fase di restauro. Il suo ciclo d’affreschi ha suscitato interesse, così come l’apertura di Casa Bontempi, dimora trecentesca normalmente chiusa al pubblico, che custodisce ambienti affrescati e raffinati elementi architettonici. Apprezzato anche il percorso tra passato e presente della siderurgia camuna, dalle moderne Ferriere Bellicini all’antico maglio di San Tomaso, oggi Officina Fabre, testimonianza della secolare lavorazione del ferro.
Le visite hanno interessato anche Casa Gheza e i luoghi del beato Innocenzo da Berzo. Protagonisti, insieme ai volontari camuni del Fai, gli apprendisti Ciceroni del liceo di Breno, gli alunni di Bienno e Berzo, coinvolti nel progetto Passaporto della cultura, e sei ragazzi disabili di Anffas, impegnati come «volontari straordinari» in un’esperienza d’inclusione.
Positivo il bilancio della capodelegazione Alessandra Giorgi: «Sono stati due giorni intensi in cui il lavoro, la storia e le tradizioni si sono intrecciati attraverso l’opera delle persone. Racconti pieni di emozioni, che hanno portato i riflettori su Berzo, in una grande festa d’amicizia e accoglienza».
A Salò

«Una bella iniziativa, una passeggiata arricchita con una visita inaspettata». A Salò le Giornate Fai d’Autunno hanno svelato al grande pubblico due luoghi «istituzionali» ricchi di storia e fascino, lasciando a bocca aperta i tanti visitatori che tra ieri e l’altro ieri si sono avvicendati per le vie della capitale della Magnifica Patria. E proprio in occasione dei seicento anni dall’atto con cui la Riviera bresciana del Garda si affidò alla Serenissima Repubblica di Venezia (1426), i volontari della delegazione Fai di Brescia hanno aperto le porte del Palazzo del municipio, un tempo sede del Provveditore. I visitatori hanno potuto ammirare l’imponente Scalone d’onore, il Salone dei Provveditori, che in origine aveva un soffitto di legno abbellito da tavolette risalenti alla fine del Quattrocento, e la Sala del Consiglio, con una tela a soffitto del 1617 raffigurante il mito del buon governo.
Forse ancora più appagante, perché inconsueta, è stata la visita della Tenenza della Guardia di Finanza di Salò, ospitata al piano terra di Palazzo Landi: edificato nel 1526 come monastero dei Carmelitani, l’edificio è stato poi un orfanotrofio femminile e, negli anni più recenti, sede dei servizi sociali. Di particolare fascino il salone affrescato con figure allegoriche e trompe l’oeil, in cui campeggia la dedica di Garibaldi del 1866: «Ce ne vorrebbero di soldati di questa stoffa!».



