Cronaca

Giornata del migrante, in duomo «la diversità che diventa unità»

In una cattedrale coloratissima le parole del Vescovo Tremolada danno il senso della celebrazione: «Dio ci guarda tutti come suoi figli»
Daniela Zorat
La messa per la Giornata del migrante
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La messa per la Giornata del migrante

Costruire comunità anche attraverso le diversità. Questo il messaggio che si è voluto trasmettere con la celebrazione, domenica mattina in cattedrale, della 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: una cerimonia festosa e colorata, allietata da canti tradizionali e suono di tamburi, danze e tanta emozione che ha coinvolto le numerose comunità cattoliche provenienti da tutto il mondo. Quel mondo appoggiato simbolicamente al di sopra delle bandiere stese per terra ai piedi dell’altare. Con letture in inglese e in spagnolo ma anche preghiere recitate dal cingalese all’ucraino.

Il tema indicato da papa Leone XIV era «Anche uno solo di questi bambini», rifacendosi ad una frase del Vangelo di Matteo in cui Gesù dice che «chi accoglie un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me». E i piccoli sono stati i protagonisti della celebrazione, non solo sventolando i nastrini colorati all’ingresso del Vescovo e portando cesti di doni all’altare al momento dell’offertorio, ma anche ricevendo da monsignor Tremolada una benedizione speciale alla fine della liturgia, una «benedizione così potente da superare le mura della cattedrale e arrivare a tutti i bambini del mondo», come detto da Chiara Gabrieli dell’Ufficio pastorale dei migranti.

Fare comunità

Don Roberto Ferranti, direttore dell’Ufficio interreligioso della Diocesi, che per l’occasione, in segno di vicinanza, indossava la camicia tradizionale ucraina, nell’introdurre la cerimonia ha esortato i presenti a «guardarsi attorno, a chi ci è vicino, ad accorgerci che la nostra fede ci aiuta a costruire una comunità, ad essere una Chiesa che offre una testimonianza del nostro essere una comunità attraverso le nostre identità diverse. Il cammino dell’intercultura non passa attraverso lezioni teoriche ma è da gustare e sperimentare nella vita di tutti i giorni, e anche nella condivisione della stessa fede». E la Diocesi di Brescia da tempo sta seguendo un percorso che moltiplica gli strumenti che aiutano a essere «comunità insieme».

Parole in cui il Vescovo ha affermato di «identificarsi pienamente. La nostra cattedrale – ha detto monsignor Pierantonio Tremolada – si colora oggi, sono stato accolto dai nastri colorati che dicono delle diverse caratteristiche di ciascuno di voi, di una diversità che diventa unità. Questa è una celebrazione in tante lingue che ha una tonalità universale».

Poi proseguendo nell’omelia, il Vescovo ha parlato del gesto di Gesù con la lavanda dei piedi, quando si è inchinato davanti a i suoi discepoli «senza sentirsi superiore agli altri, ma considerando gli altri superiori. E anche noi, che formiamo una grande famiglia in cui vige il rispetto reciproco, non dobbiamo sentirci superiori; Dio ci guarda tutti allo stesso modo, come suoi figli. Essere una famiglia e una comunità è il grande disegno del Signore».

Dopo la messa monsignor Tremolada ha quindi invitato tutti i presenti ad un momento conviviale e di condivisione all’interno dei giardini del Vescovado con piatti tipici dei diversi Paesi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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