Cronaca

Gestione rifiuti a Brescia, il costo del servizio aumenta di 600mila euro

Il Piano economico e finanziario è stato presentato dall’assessore Marco Garza in Commissione Ecologia e Bilancio. Per la Tari previsto uno sconto del 25% per circa 9mila beneficiari
Barbara Fenotti
Al centro del servizio anche la gestione dei cassonetti
Al centro del servizio anche la gestione dei cassonetti

Tra rincari, inflazione e aumento del costo del personale Brescia prova a tenere sotto controllo il conto dei rifiuti. Il nuovo Piano economico finanziario (Pef), illustrato ieri in Commissione Ecologia e Bilancio, prevede una crescita dell’1,5%: meno della soglia minima dell’1,8% indicata da Arera. Il pacchetto di delibere, che comprende Pef, tariffe e modifiche al regolamento Tari, sarà votato il 27 maggio.

L’analisi

Il dato va letto correttamente: l’aumento riguarda il costo complessivo del servizio e non significa che ogni bolletta crescerà nella stessa misura. Il Pef stabilisce infatti la spesa da coprire, poi ripartita tra utenze domestiche e non domestiche attraverso il sistema tariffario. L’effetto finale su famiglie e attività dipenderà, quindi, dalle singole tariffe e dalle agevolazioni applicate.

Il Pef passa da circa 38,2 a 38,8 milioni di euro, con un incremento attorno ai 600mila euro. «Una crescita contenuta – ha spiegato l’assessore al Bilancio Marco Garza –, soprattutto se confrontata con altre realtà italiane dove i costi dei rifiuti stanno salendo con percentuali più pesanti».

A Brescia il servizio costa circa 33 centesimi al chilogrammo di rifiuto trattato, contro un riferimento nazionale superiore ai 36 centesimi. Un dato indicato come «segnale di efficienza» dentro un sistema comunque oneroso: una quota rilevante del piano è assorbita dallo spazzamento e dalla pulizia urbana.

I cassonetti e la Tari

Nella programmazione entra anche il rinnovo dei contenitori stradali, con un investimento di circa 16 milioni per nuovi cassonetti dotati di funzionalità aggiuntive.

Sul fronte delle tariffe la novità più significativa è il bonus sociale Tari. Lo sconto sarà del 25% e verrà riconosciuto alle utenze domestiche individuate attraverso l’Isee. Secondo i dati illustrati da Garza, sono oltre 9mila i potenziali beneficiari. «Gli uffici stanno incrociando le informazioni con l’Inps e con la piattaforma nazionale delle agevolazioni per applicare lo sconto direttamente in bolletta – ha aggiunto l’assessore –, evitando per quanto possibile rimborsi successivi». A finanziare il fondo nazionale del bonus sarà una nuova componente perequativa, la Ur3: 6 euro all’anno per ogni utenza, domestica e non domestica. Il gettito previsto è di circa 660mila euro.

Altre voci

Restano anche le altre voci già presenti: 10 centesimi per i costi legati ai rifiuti accidentalmente pescati nelle acque e 1,50 euro per il fondo destinato alle agevolazioni in caso di eventi calamitosi.

Il regolamento Tari cambia anche sull’autocompostaggio: chi è iscritto all’albo dei compostatori e rispetta i requisiti potrà ottenere una riduzione del 20% sulla quota variabile della tariffa. Lo sconto varrà sia per le famiglie sia per le utenze non domestiche e la percentuale è stata calcolata tenendo conto del peso di organico e verde sul totale dei rifiuti prodotti in città. Dai dati illustrati risultano oltre 700 compostiere ritirate e più di 300 iscritti all’albo. Il passaggio decisivo sarà ora il voto del prossimo 27 maggio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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