Cronaca

Furti al cimitero: «Riconsegnateci la statua che era sulla tomba di papà»

È successo a Borgo San Giacomo, dove i ladri hanno rubato l’angelo in bronzo dedicato a Francesco Situra, morto 37 anni fa in un incidente stradale proprio nel giorno del 28esimo compleanno della figlia Lidia
Alessandra Portesani
La statua in bronzo rubata dalla tomba
La statua in bronzo rubata dalla tomba

Furti al cimitero di Borgo San Giacomo: rubata anche una statua in bronzo da una tomba. La scultura, alta circa un metro, aveva un importante valore economico, ma soprattutto un enorme significato affettivo per la famiglia del defunto, morto il 14 maggio del 1989 in un incidente stradale proprio il giorno del ventottesimo compleanno della figlia Lidia. Da qui l’appello rivolto ai ladri proprio dalla donna di restituire l’oggetto. Razzie e furti che vanno, quindi, ben oltre il valore materiale dell’oggetto sottratto e che colpiscono nel profondo gli affetti delle famiglie.

La storia

La statua di bronzo, collocata sulla tomba di Francesco Situra, tragicamente scomparso 37 anni fa, é stata rubata nei giorni scorsi, probabilmente durante la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. A denunciare pubblicamente l’accaduto, anche tramite i social, è stata la figlia, Lidia Situra, per la quale quella scultura rappresentava un legame speciale con il padre deceduto tragicamente.

I segni sulla tomba
I segni sulla tomba

«La statua raffigura un angelo che accompagna l’anima verso il cielo – racconta Lidia, che non vive più a Borgo San Giacomo da tempo –. L’ho scelta personalmente per ricordare il mio papà, morto in un incidente proprio il giorno del mio ventottesimo compleanno».

L’appello

Un dolore profondo, che il tempo non ha cancellato e al quale ora si aggiunge l’amarezza per un gesto che ha ferito ulteriormente la donna e la sua famiglia. La rabbia e la delusione sono racchiuse nell’appello rivolto a chi ha portato via la scultura: «Rimettetela al suo posto se avete un minimo di coscienza». Una richiesta accorata, accompagnata dalla speranza che chi si è impossessato della statua possa ripensarci e restituirla alla famiglia.

Il valore

La scultura, alta circa un metro, era stata acquistata diversi anni fa a un prezzo importante è fissata sulla lapide. Ma, come sottolinea la figlia, «il suo valore più grande non è economico: rappresenta un ricordo personale, un simbolo d’amore e un legame con mio padre». A rendere la vicenda ancora più amara è anche il periodo in cui si è verificata, a ridosso della commemorazione dei defunti, quando i cimiteri diventano luoghi di raccoglimento e memoria. Sparizioni sui quali stanno indagando le forze dell’ordine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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