Cronaca

L’ultimo saluto di Brescia a Costantino Franchi, «Mister Mille Miglia»

Protagonista assoluto della rinascita della Freccia Rossa, è morto il 7 agosto in Kenya all’età di 77 anni. Chiesa di San Faustino e Giovita gremita per i funerali
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

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I funerali di Costantino Franchi
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I funerali di Costantino Franchi

L’urna era già posata davanti all’altare della chiesa dei Santi Faustino e Giovita, quando i bresciani hanno iniziato a riempire ogni banco. In tanti, tra autorità e volti storici della Mille Miglia, hanno voluto dare questa mattina l’ultimo saluto a Costantino Franchi, scomparso in Kenya lo scorso 7 agosto a 77 anni. La cerimonia si è svolta nella parrocchia dei Santi Faustino e Giovita, concelebrata da monsignor Gianbattista Francesconi, da don Maurizio Funazzi e da don Armando Nolli. La chiesa era gremitissima: numerosi i fedeli rimasti in piedi, a conferma di un affetto vasto e sincero.

Tra i primi ad arrivare, il pluricampione della Freccia Rossa Andrea Vesco. Poco dopo sono giunti tanti protagonisti di ieri e di oggi della Mille Miglia: da Chicco Gnutti a Beppe Lucchini, da Paolo Mazzetti a Giacomo Bontempi e Gianpietro Belussi. Presenti anche la sindaca di Brescia Laura Castelletti e il vicesindaco Federico Manzoni, insieme a numerosi rappresentanti del mondo istituzionale e associativo.

Nell’omelia monsignor Francesconi ha tracciato un ritratto personale e intenso: «Costantino era un uomo di animo buono, cuore grande, costruttore di pace», ha detto, ricordandone l’impegno in città e il legame profondo con la comunità parrocchiale. Don Nolli ha invece sottolineato come l’amicizia sia sempre stata il motore della sua vita e delle sue iniziative, richiamando le virtù di fede, speranza e carità che ne hanno guidato il cammino, fino all’impegno solidale con l’associazione Essere Bambino e con l’orfanotrofio di Malindi.

Il momento più toccante è stato quello della lettura della lettera scritta dai bambini della struttura kenyota: parole semplici e commosse che hanno ricordato il «papà» che li ha aiutati a crescere, «le mani forti che ci proteggevano» e il cuore pronto a donare senza chiedere nulla in cambio. L’urna di Franchi sarà portata a Edolo, nella tomba di famiglia della moglie Antonietta Comensoli.

Così Brescia ha salutato uno dei protagonisti assoluti della rinascita della Mille Miglia, l’uomo che con un gruppo di amici ne aveva rilanciato la storia e che per decenni ne è stato il volto. Una folla composta e partecipe ha voluto stringersi attorno alla moglie e ai familiari, nel ricordo di una figura che ha segnato la memoria sportiva, culturale e sociale della città.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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