Dolore e sgomento, oggi l’ultimo saluto a Manuel Leti di Pian Camuno

Dolore, silenzio e tante lacrime fatte sgorgare dentro ad abbracci consolatori. È il modo con cui le comunità di Pian Camuno e Artogne e quella albanese della Valcamonica, oltre che i tanti amici e compagni di scuola, hanno trovato per far sentire vicinanza alla famiglia di Manuel Leti, il 16enne vittima di un incidente stradale sabato pomeriggio ad Artogne.
La camera ardente è stata allestita nella sua casa di via XXV Aprile 125, dove ieri sera si è tenuta la veglia e da dove muoverà oggi alle 16.30 per i funerali nella chiesa della Santa Famiglia alla Beata di Pian Camuno, dove Manuel aveva vissuto fino a pochi mesi fa con mamma Elisabeta, papà Bashkim, la sorella maggiore Gloria e il fratellino Gabriel.
L’incidente
Il ragazzo, poco dopo le 14.30, era in sella alla sua Duke 125 e, con un amico, era da poco partito da casa per andare all’OctoberFest di Rogno, per assistere a una sfilata di super car. A meno di un chilometro e mezzo da casa, in via IV Novembre, è entrato in collisione con un’auto che lo precedeva e che stava svoltando a destra. L’impatto, benché non violento, lo ha disarcionato, facendolo sbattere contro un palo che delimita la strada, uccidendolo sul colpo.
A nulla sono valsi i soccorsi, né quelli di una dottoressa, uscita da un ambulatorio nei pressi, né quelli de 112, che hanno tentato di rianimarlo per mezz’ora. Manuel è rimasto sull’asfalto vegliato dai genitori e dai nonni, sopraggiunti sul posto. Ammutoliti i residenti e le persone che sono transitate, compresi i volontari della Pro loco intenti a organizzare una sfilata di moda per la sera, poi annullata in segno di lutto. Straziante il dolore disperato della mamma, che non voleva staccarsi dalla salma del figlio.
Chi era Manuel
Manuel è cresciuto alla Beata; frequentava il terzo anno del corso Operatore informatico del Cfp di Darfo. «Era curioso e maturo, con un animo buono - così lo ricordano gli insegnanti -. In classe sapeva unire impegno e leggerezza. Era un giovane disponibile e rispettoso. La sua assenza lascia un vuoto enorme, ma resta il ricordo della sua energia e bontà».
Oggi in classe il responsabile del Cfp Emanuele Contessi e gli insegnanti proveranno a dare un senso, semmai ci possa essere, a quanto accaduto, stando vicino ai compagni e amici.
La sindaca di Artogne Barbara Bonicelli parla di «strade insidiose e di quanto la moto, specialmente per i più giovani, porti con sé grandi rischi. Un appello alla prudenza e responsabilità affinché non avvenga mai più una perdita così dolorosa». Mentre l’assessora di Pian Camuno Erika Bianchi, che conosceva Manuel, parla di «una vita volata via troppo presto: resta un vuoto incolmabile, anche se continuerà a essere Leti, uno dei ragazzi del bar di Riky». A Manuel ha rivolto un pensiero anche la mamma di Diego, che un anno fa, il 28 settembre, sempre a 16 anni e sempre in moto, ha perso la vita a Berzo: «Ci lasciano nel dolore infinito, vola in alto angelo bello».
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