Cronaca

Foto e video pedopornografici nel telefono: arrestato agente di Polizia

Si tratta di un 41enne in servizio alla Stradale, individuato nel Bresciano grazie ad un nuovo software di ricerca della Postale: la segnazione è arrivata proprio dall’interno della Polizia
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Agenti della Polizia Postale - Foto Facebook
Agenti della Polizia Postale - Foto Facebook

La segnalazione è arrivata dall’interno. Dalla Polizia Postale. Uno dei più recenti software in dotazione agli specialisti del contrasto alla pedopornografia online ha segnalato un soggetto che aveva caricato e scaricato materiale vietato da siti web e canali Telegram. La sorpresa è arrivata più tardi quando il soggetto è stato identificato. Si tratta infatti di un agente della Polizia di Stato, in servizio alla Polizia Stradale nel Bresciano.

Un uomo di 41 anni, incensurato, sulla cui identità viene mantenuto il riserbo per tutelare le possibili giovani vittime. E per lui, al termine degli accertamenti, è scattato l’arresto in flagranza per detenzione di materiale pedopornografico.

La perquisizione

Nelle scorse ore i colleghi della Postale, con il coordinamento della Procura della Repubblica, hanno eseguito nei suoi confronti una perquisizione informatica e, dall’analisi dei dispositivi elettronici in possesso dell’agente, è emerso che avrebbe scaricato e caricato migliaia di file dal contenuto pedopornografico. Materiale che nei prossimi giorni sarà analizzato nel dettaglio dalle unità che si occupano di tutela dei minori online per capire l’età e la nazionalità dei soggetti raffigurati, se il materiale provenga interamente da canali attivi fuori dall’Europa, se sia transitato solo su gruppi sui social o anche su portali del darkweb. Una delicata parte dell’indagine sarà dedicata a capire se l’agente arrestato sia stato solo fruitore del materiale o se ne abbia anche inserito nei canali altro di provenienza diversa, comprato o scambiato con mezzi diversi, o se abbia anche materialmente prodotto foto o video, circostanza che aggraverebbe ulteriormente la sua posizione. Così come resta da verificare se abbia commesso i reati che gli vengono contestati nell’esercizio delle sue funzioni oppure utilizzando strumentazioni della pubblica amministrazione.

Lotta agli abusi

L’arresto dell’agente di polizia è solo uno dei primi, e più eclatanti, risultati resi possibili dalle nuove attrezzature a disposizione della Postale che sono in grado di analizzare rapidamente decine di migliaia di utenze, individuare il tipo di materiale che caricano, scaricano e consultano e da quale area geografica lo facciano, per poter quindi segnalare velocemente alle strutture territoriali di competenza il nominativo da verificare.

Nel report dello scorso dicembre la Polizia Postale ha chiarito che nel 2024 erano state 2.574 le indagini svolte che hanno portato a 222 arresti, 1.081 denunce e 1.069 perquisizioni. La Postale scrive nel report che per il contrasto al fenomeno si è decisa «una costante analisi delle nuove minacce, l’adozione di strumenti tecnologici avanzati e un approccio operativo coerente con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, al fine di favorire nuove modalità di conoscenza e di interazione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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