Cronaca

Manerbio, Arpa: «In Finchimica la situazione resta critica»

Gli esiti dei monitoraggi compiuti a gennaio riferiscono di «inquinanti ancora oltre i limiti». A fine febbraio l'azienda aveva parlato di sostanze «assenti o sotto i limiti»
Alessandra Portesani
L'azienda di Manerbio - © www.giornaledibrescia.it
L'azienda di Manerbio - © www.giornaledibrescia.it

«Persiste la situazione di criticità all’interno del sito già evidenziata nelle scorse campagne di monitoraggio con particolare riferimento al permanere delle sostanze caratteristiche del ciclo produttivo del sito». È quanto emerge dagli esiti dell’indagine condotta a fine gennaio dai tecnici del dipartimento di Brescia di Arpa Lombardia nel sito di Finchimica a Manerbio. Numeri che raccontano una storia un po’ più critica rispetto a quella che proprio l’azienda manerbiese ha illustrato con un comunicato stampa diramato a fine febbraio. Finchimica aveva assicurato anche la «completa messa in sicurezza dell’impianto nei confronti di possibili uscite verso valle di qualsivoglia sostanza».

Oltre i limiti

Gli esiti della campagna di monitoraggio condotti da Arpa sono stati trasmessi martedì a tutti gli attori coinvolti. «Gli scorsi 28 e 29 gennaio – questo si legge in un comunicato stampa ufficiale diffuso dall’Arpa – ha effettuato il campionamento in contraddittorio della matrice acque sotterranee in corrispondenza di tutti i piezometri, sia interni e sia esterni al sito, costituenti l’intera rete di monitoraggio». La barriera idraulica attiva dal 31 ottobre scorso, come sottolineato anche dai tecnici di Arpa stessa, «si sta dimostrando uno strumento fondamentale per il blocco della migrazione verso valle dei contaminanti e dovrà continuare a essere mantenuto attivo». «Al momento – precisano da Arpa – si riscontrano ancora valori eccedenti i limiti nei piezometri di valle idrogeologica esterni al sito».

Le indicazioni

A tal riguardo l’Istituto ha quindi evidenziato l’esigenza di mantenere attiva la barriera idraulica «e proseguire l’azione di ricerca di possibili sorgenti primarie di contaminazione e quella di miglioramento delle condizioni di impermeabilizzazione di cunicoli e vasche interne allo stabilimento, sia per eliminare tutte le possibili vie di migrazione della contaminazione verso le matrici ambientali, sia per rendere maggiormente efficiente ed efficace l’azione della barriera idraulico».

Il sindaco

Sulla situazione è intervenuto anche il sindaco di Manerbio Paolo Vittorielli. «Gli esiti dei campionamenti effettuati a fine gennaio, ossia dopo l’attivazione della barriera idraulica e inviati martedì da Arpa, hanno purtroppo evidenziato il permanere di sostanze inquinanti, lasciando presumere, a detta dell’Istituto, la presenza di perdite in atto all’interno dello stabilimento questo l’intervento del primo cittadino –. Tutto ciò pur considerando l’efficacia dell’azione di bonifica nell’arginare la fuoriuscita di contaminante all’esterno del sito e, fatto rilevante, la confermata non contaminazione della falda profonda. A fronte di ciò l’Amministrazione si confronterà con gli altri enti competenti al fine di ricevere ulteriori chiarimenti e valutare iniziative condivise».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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