CronacaBassa

Finchimica, avviata la bonifica sull’area per il nuovo impianto

Alessandra Portesani
Continuano anche i controlli sulle acque sotterranee del sito dove è attiva una barriera idraulica, che impedisce la diffusione di eventuali contaminanti
Lo stabilimento di Finchimica di Manerbio - © www.giornaledibrescia.it
Lo stabilimento di Finchimica di Manerbio - © www.giornaledibrescia.it
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Avviata la bonifica di una piccola parte dei terreni inquinati che si trovano nel sito di Finchimica a Manerbio. Proseguono le attività di controllo nell’area industriale, la bonifica, però, come spiegato anche da Arpa, è stata avviata per il momento solo nella zona destinata al nuovo impianto AM29, che venne stoppato dalla Provincia, un’area denominata «Particella 295».

La spiegazione

«Verrà effettuata l’analisi di rischio all’ottenimento degli esiti analitici relativi ai campionamenti dell’area destinata al nuovo impianto denominato AM29 – spiegano dal dipartimento di Brescia di Arpa Lombardia diretto da Maria Luisa Pastore –. Su quest’ultima zona, stralciata catastalmente dall’intera area dello stabilimento e denominata "Particella 295", è stata avviata dal Comune una procedura di bonifica semplificata, secondo la normativa vigente».

«La procedura prevede lo scavo dell’intera particella fino al raggiungimento del livello della falda e la successiva presentazione di un Piano della Caratterizzazione con la descrizione delle attività di scavo e smaltimento dei terreni e proposta di collaudo dello scavo. Un Piano che è stato valutato positivamente da Arpa con alcune prescrizioni. Conseguentemente il Comune di Manerbio, quale autorità competente, ha approvato il Piano della Caratterizzazione. A conclusione delle attività di scavo dell’area, nelle giornate del 26 novembre e 9 dicembre scorso, sono state effettuate le attività di campionamento dei quali attende l’esito analitico».

Controllo

Parallelamente continuano le attività di controllo delle acque sotterranee del sito dove, da ottobre 2024 è attiva una barriera idraulica, un sistema di pozzi che intercetta e pompa l’acqua di falda per impedire la diffusione di eventuali contaminanti.

«Dal 30 settembre scorso – sottolinea Arpa – il sistema è stato potenziato con l’attivazione di un nuovo piezometro denominato Pz43». Il nuovo assetto della barriera idraulica risulta costituito quindi da 12 piezometri.

«Le acque emunte (per un totale di circa 10,5 m3/h) – precisa Arpa – vengono inviate all’impianto Taf (Trattamento Acque di Falda) e successivamente immesse nel vaso Moloncello dallo scarico S5 autorizzato dalla Provincia di Brescia».

Continuano le attività di monitoraggio di tutta la rete piezometrica interna ed esterna al sito. «L’ultima campagna di campionamento – conclude la nota di Arpa – è stata effettuata alla fine dello scorso settembre. Gli esiti trasmessi il 19 gennaio confermano che le situazioni più critiche permangono all’interno della ditta e che a valle della barriera idraulica il trend è in miglioramento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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