San Faustino baciata dal sole fa il pienone, ma è lontana dal record

Gli ingredienti per un’edizione di successo ci sono tutti: è domenica, splende il sole e le temperature sono miti. La voglia di far festa e di respirare un primo assaggio di primavera si avverte a ogni passo.
La fiera di San Faustino sta confermando le attese: le vie del centro sono piene, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Difficilmente, però, sarà record di presenze: è plausibile che la giornata si chiuda attorno a quota 200mila. Perché il weekend di Carnevale e la bella giornata hanno spinto molte persone a lasciare la città.

Alla scoperta
Numeri a parte, la fiera si conferma un’occasione di scoperta. C’è di tutto: dalla colla che non secca alla prolunga per il rubinetto, dai paralumi ai paraspifferi, dalle mandoline per verdure al panno multiuso che promette miracoli. Curiosissimi, come sempre, sono i cartelli affissi dagli ambulanti per strappare un sorriso e attirare l’attenzione. In via Gramsci spunta un eloquente «Pancia stop 3 euri», mentre in piazza Loggia campeggia il «Croccante super tenerissimo» e viene da chiedersi se sia davvero croccante. Poco distante ecco «Il vero tirapicio de Bresa», rivendicazione identitaria in dialetto che attira i più tradizionalisti.

Non mancano slogan provocatori, come «Salva un cinghiale e mangia un vegano», né trovate commerciali che strizzano l’occhio all’attualità: «Qui costa meno che su Amazon». Tra i nomi più curiosi c’è anche «Addormenta socere». Di cosa si tratta? «Sono le mandorle tostate ricoperte di zucchero caramellato - ci spiega Gabriele, con un marcato accento toscano -. Le chiamiamo così perché un tempo venivano utilizzate per distrarre le suocere». Anche lui è un habitué della fiera e non nasconde l’affetto per la città: «A Brescia la festa paesana è sempre molto sentita».

Appuntamento fisso
Sorprende, ma non è una novità, il grande banco delle conchiglie che porta un angolo di mare in piazza Loggia. Da una cinquantina d’anni è la famiglia Ravaglioli a colorare la fiera con gusci, coralli e curiosità marine. «Siamo di Riccione - racconta il titolare Luca -. L’attività è iniziata grazie a mio nonno, che raccoglieva conchiglie per mostrarle al fratello sulla sedia a rotelle. Qui a Brescia vendiamo bene anche i coleotteri e i granchi imbalsamati. I giovani non sono collezionisti, ma apprezzano comunque le cose belle». Le stranezze, insomma, non mancano. «Due euro la cosmesi», grida un ambulante per attirare clienti, mentre dalla vicina bancarella dei formaggi qualcuno fa risuonare un campanaccio.

E quando si parla di cibo, la scelta davvero è ampia. «Provi l’erborinato al tartufo», invita il commerciante arrivato da Amatrice. Tra i banchi si passa dalla paella al lampredotto, dal metro di patata alle cassatine siciliane, senza dimenticare la crema di Gorgonzola, i pasticciotti crema e amarena e l’immancabile porchetta. Un itinerario di sapori e profumi che attraversa l’Italia trasformando il centro storico in un mosaico di prelibatezze.
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