Cronaca

Rombo di suono: ieri la musica ha riempito ottanta piazze

Successo di pubblico da mattina a sera per l’undicesima edizione della Festa della musica: com'è andata
Barbara Fenotti
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Festa della musica sotto la pioggia

Sono poche le cose in grado di mettere tutti d’accordo. La musica è una di queste, perché permette di rilassarsi e spogliarsi di ideali e bandiere politiche. È semplice: si segue il suono, quello che più ci piace, e ci si lascia trasportare. Ieri in città c’era davvero solo l’imbarazzo della scelta. Metal, rock, rockabilly, canti tradizionali, indie, perfino i balli tipici a suon di fisarmonica: tanti angoli del centro, ma anche dei quartieri, si sono trasformati in tanti palcoscenici.

L’occasione era l’undicesima edizione della Festa della musica, che è entrata nel vivo in mattinata e ha tenuto vivo il cuore del centro e le periferie per tutto l’arco della giornata. Chi l’ha organizzata, l’associazione Festa della Musica Brescia in collaborazione con il Comune di Brescia, l’aveva annunciata come un «gioioso e pacifico corteo sonoro», e così è stato.

I numeri

La Festa della Musica 2025
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La Festa della Musica 2025

Oltre 3.000 musicisti di tutte le età, provenienti non solo dalla provincia ma anche da altre città italiane, si sono esibiti su più di 80 palchi allestiti tra strade e piazze, parchi, musei, biblioteche, Rsa, locali e oratori. Con una mappa cartacea o online alla mano c’era da sbizzarrirsi, anche se in realtà bastava farsi guidare dal suono. Che si entrasse in centro dal Carmine o da piazzale Arnaldo, oppure ancora da via XX Settembre tempo due passi e le prime note arrivavano all’orecchio.

C’era già fermento in mattinata, mentre il primo pomeriggio è stato piuttosto scarico: il caldo afoso ha immancabilmente condizionato l’afflusso. Dall’ora dell’aperitivo serale in poi, però, non c’è più stato freno e le persone hanno iniziato a confluire verso i palchi disseminati in città da tutte le vie. Da piazza Loggia fino al Castello, alla città è stato dato modo di gioire, esprimersi, cantare, ballare e spaziare. Fino al temporale: i palchi sono stati chiusi per questioni di sicurezza.

Il tema e la ricetta

Il tema dell’edizione 2025 era «I mestieri della musica» e intendeva rendere omaggio alle professioni e alle opportunità lavorative legate al mondo musicale.

Uno dei palchi in centro città - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Uno dei palchi in centro città - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

La Festa della musica bresciana, ormai tra le più vissute d’Europa, è ispirata al modello francese «Faites de la Musique». A portarla a Brescia è stato Jean-Luc Stote: è per una sua intuizione che questa grande festa continua a crescere anche grazie al sostegno costante del Comune e a una visione inclusiva e intergenerazionale che abbraccia tutti i linguaggi sonori, dal pop al jazz, dal folk al rap, passando per classica, swing, metal, cumbia e samba.

Calcolare l’esatto numero di avventori non è affatto semplice: dalla mattina fino a mezzanotte sono state sicuramente migliaia le persone arrivate per godersi la manifestazione: dai meno giovani ai bimbi piccoli ipnotizzati davanti ai palchi, magari futuri musicisti, magari appassionati ascoltatori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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