Spreco di farmaci, robot e sinergie per azzerare lo scarto

Nella farmacia interna della Poliambulanza c’è un maxi «armadio» che può contenere fino a 36mila confezioni di farmaci e un super robot che sa esattamente dove si trova ciascuna scatola
In Poliambulanza un robot gestisce 36mila confezioni di farmaci © www.giornaledibrescia.it
In Poliambulanza un robot gestisce 36mila confezioni di farmaci © www.giornaledibrescia.it
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Nel piano interrato della Poliambulanza c’è un maxi «armadio» che può contenere fino a 36mila confezioni di farmaci e un super robot che sa esattamente dove si trova ciascuna scatola e il giorno in cui non può più essere utilizzata. Quando un reparto ha bisogno di un medicinale invia qui la sua richiesta, il personale la controlla e il robot recupera la confezione scegliendo quella che scade prima. Di notte, poi, il complesso marchingegno si rimette in movimento per ottimizzare gli spazi. Il tutto sotto la supervisione di Nadia Faroni, responsabile della Farmacia della Fondazione di via Bissolati.

«Con questo sistema, e le sinergie che abbiamo creato con gli altri ospedali – spiega –, cerchiamo di azzerare gli sprechi. La giacenza copre, infatti, il nostro fabbisogno limitatamente a una quarantina di giorni. E quando ci rendiamo conto di avere prodotti che da noi rischiano di non essere utilizzati chiediamo agli altri ospedali se a loro possono essere utili. Le sinergie sono attive anche tra i nostri reparti relativamente alla loro piccola giacenza. Sempre per evitare di dover buttare qualcosa i blocchi operatori ci presentano ordini quotidiani».

Da settembre, poi, in uno spazio al pian terreno, la Poliambulanza ha attivato un servizio di distribuzione diretta dei farmaci di fascia H o A/PHT prescritti durante le visite ambulatoriali o in fase di dimissione che non possono essere venduti nelle farmacie territoriali. I destinatari sono, ad esempio, pazienti oncologici, persone con ipercolesterolemia o artrite. Anche in questo caso non si possono fare scorte: il ritiro avviene generalmente una volta al mese.

E ancora: dal 2019 sotto l’Oncologia c’è un’Unità farmaci antiblastici (Ufa) in cui un sistema informatico azionato da personale specializzato allestisce in una camera bianca i farmaci per la chemioterapia sotto il controllo di Anna Zaltieri, referente della Ufa. L’obiettivo è azzerare sprechi e possibilità di errore e garantire la sicurezza di personale e pazienti.

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