Il futuro dell’ex cava di via Roccafranca a Chiari pare tracciato, ma le opposizioni clarensi tornano a fare sentire la propria voce.
Dal canto proprio l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gabriele Zotti resta intenzionata ad andare per la propria strada, quella che prevede prima il riempimento con terre e rocce da scavo dei lavori ferroviari nei dintorni dello scalo aeroportuale di Orio al Serio e poi la creazione di un’area verde da 17mila metri quadrati, con spazi per didattica sostenibile, biodiversità, mobilità dolce e agrifotovoltaico.
Un mix di interventi ritenuto tra i tre migliori d’Italia dagli Impact Award 2026, assegnati nei giorni scorsi da Cassa Depositi e Prestiti, Politecnico e Centro Tiresia al Museo della Scienza di Milano.
Discussioni
A Chiari, intanto, il prossimo Consiglio comunale – il 27 luglio è al momento la data più papabile – potrebbe tornare a parlare di via Roccafranca. A chiederlo il capogruppo d’opposizione Marco Salogni, di Comitato Civico: «Ad aprile erano stati assunti impegni su due osservatori permanenti, tra nuovo ospedale (quello ipotizzato in zona Brebemi, ndr) e parco agrifotovoltaico (in via Roccafranca, ndr) per consentire che ci fosse confronto, aggiornamento e partecipazione. A oggi però nulla ci risulta si sia mosso: si rischia così di rallentare un percorso condiviso, nato per assicurare trasparenza e il coinvolgimento delle istituzioni sulle scelte strategiche per il futuro della nostra comunità».
Sempre dall’opposizione Chiari Virtuosa, con il capogruppo Domenico Codoni, e Chiari Capitale – con Massimo Vizzardi, ex sindaco e consigliere regionale – mettono in discussione l’intero impianto. Chiari Virtuosa si chiede se «sia davvero lungimirante rinunciare a realizzare un grande bacino di accumulo idrico», come proposto mesi fa, «un invaso da 200mila metri cubi, in tempi di siccità e ondate di calore».
Più netta Chiari Capitale, per la quale «mentre e le riserve d’acqua per le nostre campagne si assottigliano, a Chiari si festeggia il ritombamento di una cava. Non sarebbe stato più utile realizzare una riserva strategica per affrontare le sfide dei prossimi decenni? La politica costruisce visioni e non si accontenta di governare alla giornata».
La replica
Parole a cui replica, secco, il vicesindaco, Roberto Campodonico: «135mila mq degradati, diventeranno un polmone verde con un pieno recupero ambientale. Il riempimento idrico, invece, non è funzionale e sostenibile: Regione mette infatti bacini artificiali in fondo alle opzioni da premiare, tra colate di cemento e plastica, oltre ai rischi per sponde e falde acquifere».


