Il futuro del centro storico di Orzinuovi passa dalla riqualificazione dell’ex complesso delle suore Canossiane in via Arnaldo da Brescia. Se ne è parlato durante la Fiera in un convegno nella corte dell’edificio, moderato dal giornalista e presidente della fiera Tonino Zana, alla presenza del sindaco Laura Magli, del senatore Gianpietro Maffoni e dei vertici delle Fondazioni riunite Rsa.
Valore sociale dell’immobile
Nel suo intervento, l’ex sindaco Tonino Zana ha ricordato la storia e il valore sociale del luogo: «Nella seconda metà degli anni Settanta si discuteva di aprire anche un asilo nido qui dentro e si arrivò alla mediazione del pre-asilo a 18 mesi. Le studentesse di architettura Maura Labriola e Vittoria Cerana hanno svolto uno studio su questa struttura, che era inizialmente la casa di Giuseppe Pastori. Pastori, ex sindaco di Orzinuovi, fu un grande benefattore e donò questo edificio alle Canossiane, che vi crearono un orfanotrofio, poi una scuola e infine un asilo. C’è la storia di un patrimonio di generosità enorme in questo paese, alimentato dal clero femminile».
La svolta
Acquistato nel 2019 per un milione di euro dalla Rsa sotto la presidenza di Angiolino Loda per farne un polo Alzheimer, l’immobile delle Canossiane si è rivelato poi inidoneo a causa dei vincoli della Soprintendenza e di spazi strutturalmente incompatibili con la cura delle malattie degenerative.
Da qui la svolta congiunta: il Comune acquisterebbe le Canossiane e terrebbe per sé l’ala est, quella che si può ristrutturare perché più recente, per destinarla a funzioni pubbliche, mentre l’ala ovest resterebbe alla Rsa per ospitare uffici amministrativi e sale di formazione. Questo trasferimento libererebbe spazio nella sede centrale per nuove camere e ambulatori. Con i ricavati della vendita, la Rsa realizzerebbe un moderno centro Alzheimer per 40 posti su un terreno di 6mila mq acquistato nel 2025 in via Lonato.
Quali prospettive
Il sindaco ha sottolineato il valore storico dell’edificio per la comunità e si è detta disponibile a collaborare con le Fondazioni riunite. «È importante restituire allo stabile un ruolo centrale nel tessuto cittadino, trasformando un vincolo architettonico in una risorsa strategica», ha dichiarato il presidente delle Fondazioni, Gianpietro Briola.
«La costruzione del nuovo centro Alzheimer ha una portata innovativa sulla quale anche la direzione di Ats ha espresso parere favorevole – ha aggiunto il direttore Matteo Romano – e rappresentano una tappa decisiva per la crescita delle Fondazioni su scala sovraregionale».
Sulle possibili destinazioni della porzione comunale, Maffoni ha precisato: «Dobbiamo valutare bene la questione e vedere se potremo accedere a bandi regionali di finanziamento. Le ipotesi spaziano dall’archivio alla biblioteca, fino a un teatro».


