In tre rischiano il processo per il caso della donna sequestrata in casa due giorni, legata mani e piedi, picchiata e minacciata per oltre ventiquattro ore prima di essere abbandonata nelle campagne di Polpenazze. Un incubo vissuto dalla vittima, una escort contattata su un sito di incontri, dal 9 all’undici settembre dello scorso anno in un casolare di uno dei tre coinvolti.
La Procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio di Matteo Venturelli, 43 anni, di Gavardo attualmente ai domiciliari, Massimiliano Scarano, 31 anni, anche lui di Gavardo e sottoposto all’obbligo di dimora, e di un 43enne di Lumezzane. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 29 settembre davanti al gup del tribunale di Brescia.
È «uno spaccato di violenza estrema» quello ricostruito dal sostituto procuratore Chiara Bonfadini. Secondo l’accusa, la donna sarebbe stata trattenuta contro la propria volontà nell’abitazione di Venturelli, a Soprazocco di Gavardo dal 9 all’undici settembre di un anno fa. Sarebbe stata legata ai polsi e alle caviglie con delle fascette e imbavagliata per impedirle di fuggire e chiedere aiuto.
Due giorni da incubo
Le violenze, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero andate avanti per quasi 48 ore. Venturelli avrebbe colpito la donna ripetutamente, anche utilizzando un machete e altri oggetti, arrivando ad avvicinarle al volto un cannello a gas e a minacciare di darle fuoco. Quando nell’abitazione è arrivato anche l’amico di Venturelli, Massimiliano Scarano, i due avrebbero continuato a fare del male alla donna tra calci, pugni, minacce e l’utilizzo di una sostanza urticante spruzzata sul viso. Nell’atto d’accusa si parla anche di «una moto da cross spinta contro il corpo della vittima fino quasi a impedirle di respirare».
La donna, ancora immobilizzata e imbavagliata, era stata infine caricata e abbandonata nelle campagne di Polpenazze, dove venne ritrovata sotto choc. A Venturelli viene contestata anche la violenza sessuale: stando a quanto ricostruito dalla Procura avrebbe costretto la vittima ad assumere ingenti quantità di droga per poi approfittare del suo stato di incoscienza.
La droga
L’indagine ha poi aperto un secondo fronte. Agli imputati vengono contestati, a vario titolo, anche reati legati agli stupefacenti. Nell’abitazione di Soprazocco gli investigatori hanno infatti trovato ketamina, metanfetamine, catinoni, MDPHP e anfetamine. Per l’accusa la droga veniva acquistata sul web, lavorata in una sorta di laboratorio allestito in casa e poi rivenduta nel Bresciano. A sostegno della richiesta di rinvio a giudizio la Procura indica intercettazioni, perquisizioni e sequestri, analisi sui dispositivi elettronici, accertamenti dei Ris e l’incidente probatorio nel quale è stata sentita la persona offesa. Il 29 settembre il giudice dovrà decidere se mandare a processo i tre imputati.




