Entrano in vigore oggi le nuove regole sul diritto alla riparazione, introdotte dal decreto legislativo 176/2026, che recepisce la direttiva europea. L’obiettivo è prolungare la vita degli apparecchi e ridurre i rifiuti elettronici.
La principale novità riguarda la garanzia legale: chi sceglie di riparare un prodotto difettoso, anziché sostituirlo, ottiene dodici mesi aggiuntivi di tutela. Il beneficio vale una sola volta per gli acquisti effettuati dal 31 luglio 2026.
Anche dopo la scadenza della garanzia, i produttori dovranno garantire la riparazione, salvo impossibilità tecnica, a prezzi ragionevoli. L’obbligo riguarda determinati elettrodomestici, televisori, smartphone e tablet, secondo le regole previste per ciascuna categoria.
Prima di procedere, è consigliabile richiedere un preventivo dettagliato, comprensivo di manodopera, ricambi, trasporto e tempi di consegna. Il riparatore può fornire un modulo europeo standardizzato, con condizioni vincolanti per almeno trenta giorni.
I consumatori potranno rivolgersi anche a tecnici indipendenti, utilizzare ricambi compatibili e confrontare le offerte. I produttori non potranno ostacolare ingiustificatamente questi interventi. Le violazioni potranno essere segnalate all’Antitrust, con sanzioni da 5.000 a 50.000 euro, raddoppiabili nei casi più gravi o di recidiva.
In caso di rottura di un elettrodomestico, a vostro avviso, qual è la soluzione migliore da adottare? Fatecelo sapere qui sotto.



