Cronaca

È l’Eid al Fitr: come la comunità islamica celebra la fine del Ramadan

Oggi si conclude il mese più sacro per il mondo musulmano. Gioia e festeggiamenti per i fedeli che abitano la nostra città
Nada El Khattab

Nada El Khattab

Giornalista

La festa di fine Ramadan al Brixia Expo col vescovo Tremolada
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La festa di fine Ramadan al Brixia Expo col vescovo Tremolada

La mattina profuma finalmente di caffè e melwi fumante. Un po’ di burro e miele spalmato sopra, qualche ghriba al cocco e il tè alla menta, caldo e zuccheratissimo. Dopo circa trenta giorni di digiuno i musulmani possono gustarsi la loro prima colazione. È finito il Ramadan, il mese più sacro per la comunità islamica, che oggi festeggia l’Eid al Fitr.

Tè alla mente e alcuni dolci tipici del nord Africa - © www.giornaledibrescia.it
Tè alla mente e alcuni dolci tipici del nord Africa - © www.giornaledibrescia.it

Cosa si festeggia

Come in ogni aspetto dell’Islam c’è un rituale da seguire: la giornata si inaugura in moschea con la «Salat al Fitr», la preghiera speciale che celebra la fine del mese sacro. Con corano in mano e sajjada sotto braccio i credenti vivono così un momento di spiritualità e si scambiano i primi auguri.

Corano e sajjada - © www.giornaledibrescia.it
Corano e sajjada - © www.giornaledibrescia.it

A seguire la colazione, abbondante e nutriente: tavolate imbandite con msemmen, batbout e baghrir (crêpes farcite con burro e miele o con carne e verdure, ndr), shebakia e briwat (dolci fritti, avvolti dal miele), frutta, caffè e tè alla menta.

Non si fa in tempo a gustarsi il primo pasto che le voci dei bambini si fanno spazio tra un boccone e l’altro: è il terzo momento, quello più atteso e desiderato dai piccoli: i regali. Giochi, caramelle, libri e mance. Donazioni che vengono tuttavia offerte anche ai più bisognosi, grazie alla «Zakat al Fitr», l’elemosina obbligatoria che ogni credente deve versare durante i festeggiamenti.

Quest’anno la ricorrenza cade di venerdì santo, un giorno che impone un altro rituale: il cous cous. E così, mentre il profumo del piatto della tradizione pervade le case dei fedeli, per un po’ datteri e latte rimarranno negli scaffali del supermercato.

Il cous cous - © www.giornaledibrescia.it
Il cous cous - © www.giornaledibrescia.it

Il messaggio della Diocesi

In occasione della fine del Ramadan, il vescovo Pierantonio Tremolada invia alla comunità musulmana di Brescia un messaggio di augurio e di fraternità a nome della Diocesi: «In un tempo segnato da tensioni profonde, chiedo a voi di custodire e mettere a frutto le energie spirituali raccolte nel mese di preghiera e di digiuno, perché diventino seme di pace, di riconciliazione e di fraternità tra i popoli: Eid Mubarak».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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