Cronaca

Edolo, variante di Valmoia ancora ferma: mancano 15 milioni

Scoperta una faglia con acqua in pressione. Necessari interventi ancora più costosi
Giuliana Mossoni
In coda a Edolo
In coda a Edolo

La variante alla statale 42, opera attesa da decenni e strategica per liberare Edolo dalle code e portare i turisti in alta Valcamonica è ancora ferma. Dopo le promesse, i lavori propedeutici e le date annunciate, il cantiere vero e proprio non è partito (le ultime date sono state ottobre 2025, gennaio/febbraio 2026, giugno 2026, tutte disattese).

Le criticità

Il nodo sarebbero le condizioni geologiche emerse durante le indagini preliminari di un anno e mezzo fa. Sotto la zona della Valmoia sarebbero state infatti individuate diverse faglie, una delle quali particolarmente rilevante e caratterizzata dalla presenza di acqua in pressione. Una situazione che richiederebbe lavorazioni più complesse rispetto a quelle inizialmente previste e, di conseguenza, più onerose. C’è chi dice siano necessari 70 milioni in più: Anas ne avrebbe a disposizione 55, ne mancherebbero 15.

Distanza incolmabile

Una differenza di una quindicina di milioni che le parti stanno tentando di colmare, ma ora come ora la distanza economica tra Anas e l’impresa appaltatrice continua a bloccare l’intervento. L’ennesimo incontro chiarificatore dovrebbe essere in Regione nei prossimi giorni, ma la situazione resta delicata. Al punto che, nel frattempo, il responsabile degli acquisti dell’impresa appaltatrice sarebbe stato dirottato su un altro cantiere.

Approcci differenti

Diverso anche l’approccio suggerito dalle parti: per Anas i problemi potrebbero essere affrontati uno alla volta, man mano che si presenteranno durante gli scavi. Per la ditta e le Amministrazioni locali sarebbe meglio chiarire tutto prima di aprire il cantiere, per evitare di ritrovarsi con i lavori sospesi. Il nuovo stallo contraddice le indicazioni fornite da Anas nel luglio dello scorso anno, quando la società aveva annunciato ufficialmente l’avvio dei lavori per ottobre, sostenendo che le principali criticità fossero superate. Da allora si sono viste solo opere preparatorie, con spostamento dei sottoservizi, modifiche alle condotte e, nelle ultime settimane, movimentazione della terra su Sonico.

«Servono garanzie»

Resta aperto anche il tema del sito di conferimento dei materiali di scavo e degli indennizzi dovuti ai Comuni. «Edolo – dice il sindaco Luca Masneri, che non vuole aggiungere altro, né esiti, né date – vuole garanzie e compensazioni certe. Senza risposte potrei non mettere a disposizione l’area individuata per il deposito dei materiali, decisiva per l’opera. Ora serve un intervento forte della politica: o si parte davvero, oppure la Vallea rischia di attendere ancora un tempo indefinito».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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