I 20 appartamenti di edilizia convenzionata previsti in località Chiodi rischiano di essere ridimensionati nel numero. Non solo non sono ancora stati costruiti (la convenzione urbanistica risale al novembre 2018), ma la volumetria potrebbe essere inferiore ai 5.050 metri cubi inizialmente previsti, portando a una riduzione delle unità abitative per le famiglie sirmionesi.
È quanto è emerso nel Consiglio comunale dell’altro ieri, grazie all’interrogazione presentata dai gruppi di minoranza SìAmo Sirmione e Insieme per Sirmione. L’opposizione ha chiesto conto dello stato di attuazione e della consistenza delle garanzie a tutela degli obblighi convenzionali, dato che la fideiussione iniziale di un milione e 303mila euro è stata ridotta del 90% nel 2025, dopo il collaudo delle opere di urbanizzazione, e oggi restano quindi 130.300 euro con scadenza nel 2028.
Attese
«Il procedimento edilizio risulta in fase di istruttoria per l’aspetto paesaggistico – risponde l’assessore all’Urbanistica Maurizio Ferrari –, in attesa della revisione progettuale da parte del privato. L’effettivo avvio dei cantieri ad oggi non è possibile stimarlo».
«Quindi c’è stato un parere negativo da parte della Commissione paesaggio – ribatte il consigliere di SìAmo Sirmione Andrea Volpi – o una richiesta di integrazione e modifica del progetto?». «L’impatto volumetrico di 5.050 metri cubi – risponde Ferrari –, è ritenuto eccessivo rispetto alla capacità del lotto da parte della Commissione paesaggio e credo anche della Soprintendenza. Hanno chiesto una riduzione della cubatura che la proprietà sta elaborando».
«Ma quindi – incalza Volpi – quello specifico lotto non ha un indice fondiario tale da poter realizzare 20 alloggi o è una questione di impatto visivo? Perché anni fa è stata fatta una variante, in cui si è monetizzato del terreno per consentire al privato di costruire più case in mercato libero. Se parte della volumetria per l’edilizia convenzionata fosse andata in un aumento di mercato libero, credo che sarebbe un bel problema». «In effetti – concorda Ferrari – il problema è notevole. Stiamo cercando di mediare, però anche noi, come Comune, dobbiamo sottostare alle regole degli enti superiori nel rilascio delle concessioni».
Fideiussione
In merito alla riduzione della fideiussione al 10%, infine, l’assessore precisa che «non rappresenta in alcun modo un condono o un debellamento degli obblighi contrattuali, bensì è un fisiologico iter amministrativo normato dalla legge e dalla convenzione stessa, a seguito della corretta esecuzione delle opere di urbanizzazione. L’orizzonte temporale del 2028 costituisce un margine ampiamente cautelativo, ma in ogni caso l’Amministrazione si riserva di attivare tutti gli strumenti di tutela a propria disposizione». E l’opposizione promette un controllo serrato sulla vicenda.



