Ecco «Clusane com’era» negli scatti di Carlo Lanza

Sessant’anni, a Clusane d’Iseo, senza il maestro Carlo Lanza e 10 dalla nascita dell’itinerario storico fotografico «Clusane com’era», voluto per rinsaldare quotidianamente il legame tra la storia del borgo lacustre iseano, il suo presente e il suo futuro. Carlo Lanza, maestro elementare, tra i fondatori della Cooperativa Pescatori e tra i primissimi appassionati di fotografia in paese, ha lasciato in eredità alla comunità e ai propri familiari un vero e proprio patrimonio di scatti, capaci di custodire ancora oggi l’identità stessa di Clusane e dei suoi abitanti.
«Clusane com’era»
Per tramandare, a residenti e visitatori, un pezzo fondamentale di quella memoria, nel 2016 è nato l’itinerario «Clusane com’era», incentrato attorno a 9 pannelli posti in particolari luoghi del centro storico, abbracciato dalle onde del Sebino. Gli scatti, raccolti dalla figlia Chiara e dai nipoti Abele e Giulio, sono stati selezionati tra i molti diventati nel tempo l’Archivio Carlo Lanza, disponibile fisicamente nella storica Antica Trattoria del Gallo di Clusane d’Iseo e anche virtualmente, grazie al sito web realizzato.
Gli eredi del maestro Lanza, ancora oggi impegnati nella trattoria di via Risorgimento, 46 – e nell’attiguo «Hostel del Gal» – hanno voluto così mettere a disposizione, nei propri suggestivi locali e anche per le vie del borgo, gli scatti di Lanza, mettendo in campo una serie di collaborazioni virtuose: dalla progettazione affidata all’ingegner Angelo Valsecchi, presidente dell’Uspaaa (Unità di salvaguardia del patrimonio archeologico, architettonico e artistico), fino alla collaborazione del Comune di Iseo. Il risultato è di forte impatto: i pannelli, oltre alla fotografia principale, ospitano infatti icone di tutte le immagini, con la loro collocazione, per invitare a percorrere l’intero itinerario.
Alzando lo sguardo dal pannello, il visitatore può immediatamente percepire come i luoghi siano cambiati nel corso dei decenni, cercando nel presente le tracce del passato. Un legame non solo fotografico, visto che – oltre a una breve descrizione dell’immagine principale – i pannelli riportano frasi simbolo, in dialetto clusanese e in italiano, di don Pierino Ferrari, parroco di Clusane dal 1982 al 2004, per cui è stata aperta da un paio d’anni la causa di beatificazione.
Passato e presente
Il successo del percorso intrapreso esattamente 10 anni fa ha portato anche alla realizzazione di materiale informativo ad hoc, capace anch’esso di adattarsi ai tempi, con l’arrivo di Qr Code per guidare i visitatori in pochi, semplici click, quelli da digitare sul proprio smartphone. Passato e presente, analogico e digitale si tengono, a Clusane d’Iseo, borgo lacustre dove la memoria è materia viva, fedele alla propria storia, ma sempre aperta al futuro.
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