Il saluto del dottor Proto: «Lascio la clinica, ma resto volontario»

A 91 anni il cardiologo continuerà a impegnarsi con «Un medico X te», realtà che fondò con Puccio
Nel 2024 il dottor Proto è stato premiato da «Un medico X te» - © www.giornaledibrescia.it
Nel 2024 il dottor Proto è stato premiato da «Un medico X te» - © www.giornaledibrescia.it
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Il fonendoscopio sempre al collo, ma soprattutto la capacità di ascoltare anche ciò che i pazienti non dicono. A 91 anni, il cardiologo Cesare Proto saluta l’attività clinica, ma non smette di essere medico: continuerà a dedicarsi al volontariato, in ambito sanitario, nel ricordo della figlia Emanuela, attraverso l’associazione della quale è cofondatore. Professionista stimato, Proto è conosciuto per la sua propensione a fare rete, creare relazioni durature, tendere la mano a chi è rimasto indietro. La sua lunga carriera è segnata non solo dalla competenza clinica, ma anche da un’umanità che ha saputo fare la differenza.

Lunga carriera

Nato a Tunisi il 19 settembre 1934, primogenito di sei fratelli, Proto ha sempre saputo che sarebbe diventato un medico. «Me lo diceva mia mamma, Rosa, già alle elementari», ricorda. Dopo le scuole dell’obbligo ad Amalfi e il liceo classico Tasso a Salerno, si è laureato in Medicina a Napoli nel 1959 con il massimo dei voti. Poi è salito a Torino per la specializzazione in Cardiologia. Il servizio militare lo ha portato a Ghedi: «Dalla base prendevo il pullman usato dai figli degli ufficiali per andare a scuola e raggiungevo Brescia, dove facevo il volontario al Civile», racconta. È in quegli anni che durante una festa, scoccata la mezzanotte, ha conosciuto Wally, la donna che sarebbe diventata sua moglie e madre dei suoi due figli: Alessandro, cardiologo al Civile, ed Emanuela, stimata psichiatra deceduta nel 2007.

Il dottor Proto con il calciatore Michele Arcari - © www.giornaledibrescia.it
Il dottor Proto con il calciatore Michele Arcari - © www.giornaledibrescia.it

Per amore e per lavoro, Brescia è diventata la sua casa. Dal 1962 al 1975 ha prestato servizio al Civile e ha conseguito anche le specializzazioni in Medicina generale (a Parma) ed Ematologia (Ferrara). Dal 1975 al dicembre 2025 ha lavorato all’Istituto clinico Sant’Anna, in qualità di primario e direttore scientifico della Cardiologia. «Ora vado ufficialmente in pensione – spiega –. Farò consulenza gratuita ai miei ex pazienti, ma soprattutto mi dedicherò a "Un medico X te", l’associazione che ho fondato insieme al dottor Francesco Puccio, da sempre presidente, per offrire assistenza medica gratuita alle persone in difficoltà».

L’ambulatorio si trova negli spazi della Congrega della Carità Apostolica ed è dedicato ad Emanuela; ora vi prestano servizio 101 medici. «Ricordo perfettamente quando abbiamo creato l’associazione – racconta il dottor Proto –: andavamo nelle mense per i senza tetto e dicevamo loro che non avevano solo bisogno di un pasto caldo, ma anche di cure mediche perché respiravano male, zoppicavano, non vedevano bene». Conquistare la loro fiducia non è stato semplice, ma in poco tempo questa realtà (vicina al Rotary Club e ad altre associazioni) è diventata un punto di riferimento per tantissime persone.

Imprese

Ripercorrere i momenti più significativi della lunga carriera del dottor Proto non è semplice: da medico ospedaliero ha ottenuto la libera docenza universitaria in Semeiotica medica; ha pubblicato oltre 150 lavori scientifici dei quali 20 in lingua inglese; è stato per 30 anni medico consulente per l’idoneità sportiva al Brescia Calcio; per 27 anni ha ricoperto il ruolo di consigliere dell’Ordine dei medici di Brescia.

E nel 2000 ha fondato la Sicoa (Società italiana cardiologia ospedalità accreditata) e per 15 anni ne è stato il presidente: «Avuta l’intuizione - ricorda - mi sono recato a Milano a incontrare, davanti a una pizza, colleghi di altri ospedali. Eravamo 4-5, in due anni siamo diventati duemila e rappresentavamo 150 unità operative di Cardiologia pubblica di ospedalità privata accreditata. Nel 2006, poi, al nostro IV congresso nazionale c’è stato un simposio congiunto Sic-Anmco-Sicoa con la partecipazione della Mayo clinic Usa». La capacità di fare rete e raggruppare persone ha contraddistinto il suo operato fin da quando, a 16 anni, in Austria, ha partecipato al Jamboree mondiale dello Scautismo.

In questi decenni il dottor Proto ha visto la professione trasformarsi, ha colto con interesse la sfida dell’innovazione, non ha mai smesso di apprendere («Tutt’ora studio ogni sera dalle 23 all’una», ammette) ed è sempre rimasto fedele alla sua concezione di medico «che prima di affidarsi alla tecnologia, ascolta il paziente, lo visita e cerca di capirlo». Centrale in quest’ottica è l’ascolto.

Ecco perché ogni sua visita si conclude con la stessa domanda: «Sono stato chiaro?». Ora, in questa nuova fase, «vivo in famiglia nel ricordo di Emanuela». Al suo fianco ci sono l’inseparabile e dolcissima moglie Wally, il figlio cardiologo, il genero Giovanbattista Andreozzi e la nipote Mariachiara, figlia di Emanuela, che frequenta Medicina a Padova in inglese. Quella del dottor Proto è una vita dedicata alla cura, che continua nel segno della memoria e dell’impegno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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