Cronaca

Dopo 10 anni a Manerbio ha aperto un nuovo hotel

Realizzato in una porzione dell’ex centro commerciale Leone, in stato di degrado da tempo
Umberto Scotuzzi
L'Hc Hotel Manerbio loft - © www.giornaledibrescia.it
L'Hc Hotel Manerbio loft - © www.giornaledibrescia.it

Un’assenza lunga un decennio è stata colmata. Da ieri Manerbio è tornato ad avere una struttura ricettiva. Sorge sulle ceneri di una porzione dell’ex centro commerciale Leone, all’interno del ribattezzato «Complesso 45», in via San Martino del Carso, sulla riva destra del fiume Mella.

Il nuovo hotel, che si chiama «Hc Hotel Manerbio loft», è gestito dalla Mama Hils srl, una società specializzata nella gestione di strutture alberghiere e attività di ristorazione, attiva sul territorio con un progetto di sviluppo strutturato.

L'interno della struttura - © www.giornaledibrescia.it
L'interno della struttura - © www.giornaledibrescia.it

Attraverso il brand Hc Hotels, l’azienda gestisce attualmente diverse realtà ricettive, tra cui Hc Hotel Il Gelso a Pontevico (che ospita anche un ristorante), l’Hc Hotel Touring a Seniga e, per l’appunto da ieri, Hc Hotel Loft a Manerbio, combinando ospitalità tradizionale, appart-hotel e servizi di ristorazione. E, nel presente anno, si appresta ad implementare la propria rete con l’apertura di due nuove strutture alberghiere, una a Cicognolo (Cremona) e una a Giussano, in Brianza.

La struttura manerbiese, completamente rinnovata, sia negli arredi sia negli impianti, è collocata in una posizione strategica, a ridosso del centro del paese e poco fuori dal casello autostradale A21.

Il rilancio

L’immobile, di proprietà della famiglia Rozzi di Seniga, rappresenta il progetto di riqualificazione di un’area su cui insistono, con alterne fortune, un ristorante, il centro socioculturale della comunità indiana di religione Ravidasi – che raccoglie le comunità Ad-Dharmis, Ramdasia Sikhs, Chamars, Jatavs e Moch – e altri servizi.

Il complesso immobiliare, dalla superficie complessiva di quasi 10 mila mq, è soggetto da alcuni anni a un tentativo di rilancio e trasformazione.

Vocazione commerciale

La sua vocazione è sempre stata commerciale, dal momento che doveva essere la porta di ingresso al commercio e ai servizi alla persona per chi proviene da est del paese. Un supermercato (il primo discount del paese che aprì i battenti agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso), negozi, un hotel, bar e molto altro, per la ristorazione e il benessere.

Poi, nel decennio scorso, l’avvento della crisi del settore immobiliare, le incertezze e gli affanni degli investitori, i cambi di proprietà per giungere poi alla messa in liquidazione. Un’area abbandonata, rifugio di sbandati e preda di atti di vandalismo. Sino ai tentativi di rilancio e di rinnovo che, da ieri, passano anche attraverso l’apertura di una struttura ricettiva.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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