Cinque anni e sei mesi per il tentato omicidio della donna contro la quale si era scagliato alla Pallata nella notte di Pasqua del 2025. Una nuova condanna che riporta alla luce il passato criminale di Bledar Ujka Afikat, 49 anni, montenegrino, già condannato in via definitiva per un omicidio commesso a Milano dopo una banale lite stradale.
La nuova sentenza è stata pronunciata in Tribunale per l’aggressione avvenuta all’esterno di un locale della Pallata, dove la vittima si trovava insieme al compagno. Le ragioni di quei fendenti non sono mai state del tutto chiarite, ma per l’accusa, e ora anche per il tribunale, i colpi sferrati dall’uomo erano potenzialmente mortali. La donna riportò ferite serie, anche se non tali da metterne in pericolo la vita.
Il nome di Afikat non era nuovo alle cronache giudiziarie. Nel maggio del 2004, nel Milanese, aveva ucciso Mario Todde, 32 anni, e ferito l’amico ventunenne che viaggiava con lui su una Y10, mentre i due stavano rientrando da una serata in discoteca. Tutto era nato da un diverbio stradale, poi degenerato in un’aggressione a coltellate.
Per quel fatto Afikat era stato condannato in primo grado a 30 anni con rito abbreviato. Nel 2006 la Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva ridotto la pena a 19 anni e quattro mesi, escludendo l’aggravante dei futili motivi.
Dopo avere scontato la pena era tornato in libertà. Fino alla notte di Pasqua del 2025, quando alla Pallata è finito nuovamente al centro di un’indagine per un episodio di violenza armata. Ora la condanna a cinque anni e sei mesi aggiunge un nuovo capitolo a una vicenda personale e giudiziaria segnata da accuse gravissime e dall’uso del coltello



