Diana Siminescu, dolore a Calvagese per quella vita spezzata

Diana Siminescu aveva 42 anni ed era madre di quattro figli, bambini o poco più. Il suo corpo ormai privo di vita è stato scorto nel buio della Provinciale 78, a Carzago, riverso al limitare di un campo a bordo strada. Nel cuore della notte, le sirene dei soccorritori non hanno svegliato nessuno: quasi nulla affaccia sullo stradone che da Bettola di Lonato raggiunge la frazione di Calvagese. Era da poco spuntato il sole quando la notizia dell’investimento ha raggiunto il paese, passando di schermo in schermo. Chi fosse la donna travolta e abbandonata al proprio destino lo si è saputo solo qualche ora più tardi. Un dolore.
La vittima
Da tempo Diana viveva in centro, a Calvagese, in una casa affacciata sulle vie dove tutti si conoscono, con il marito Luca Righetti, agente della Polizia Locale di Vallio Terme, e i loro ragazzi. Quattro. La più piccola ha cinque anni, la più grande diciassette.
Di origine rumena, si era trasferita in paese diversi anni fa. In passato aveva lavorato nella ristorazione, poi aveva scelto di dedicarsi interamente alla famiglia. In paese era abbastanza conosciuta: qualcuno la ricorda fuori da scuola, in attesa dei figli, o per qualche parola scambiata nei negozi del centro. Una bella ragazza, una presenza discreta.
In paese i pensieri vanno a lei, sola nella notte, e alla sua famiglia. Qualcuno immagina il marito, solo con quattro figli rimasti senza la loro mamma, altri gli adolescenti di casa che dovranno occuparsi dei più piccoli, riorganizzando giorni e abitudini. C’è chi si interroga su come si possa trovare un equilibrio dopo una perdita così improvvisa. Più di qualcuno si è chiesto come e perché Diana fosse a piedi di notte su quella strada. Non per colpevolizzare, ma per capire.
Preoccupazioni
Quella della Sp 78 è una preoccupazione nota da molti anni: «È molto trafficata, priva di marciapiedi e illuminazione, ma utilizzata anche da utenti fragili – osserva la sindaca Maria Teresa Comini –: vi transitano centinaia di camion e automobili, ma anche biciclette, monopattini, motorini. Nelle nostre intenzioni ci sarebbe la realizzazione di una pista ciclopedonale, che avevamo inserito anche nel nostro programma. Ma la procedura per arrivare all’opera è complessa, essendo la strada di competenza provinciale».
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