Il conte Charles Spencer difende le rivelazioni contenute nella biografia «Il Canto del Cigno - Diana, mia sorella», che ha riacceso il confronto con Buckingham Palace. Intervistato dalla Bbc, il fratello della principessa ha ribadito che Carlo, dopo la morte di Diana nel 1997, gli disse al telefono: «La dimenticheremo abbastanza presto». «Posso dirvelo qui e ora, sono esattamente le parole che disse», ha affermato Spencer, dopo la replica di Palazzo secondo cui «il dolore per la perdita di una sorella può offuscare la ragione».
«Harry aveva bisogno degli abbracci di Diana»
Nel libro – in uscita per Mondadori il 22 settembre, pubblicato nel Regno Unito da Penguin – Spencer racconta anche le conseguenze della morte della principessa sul giovane Harry, che aveva 12 anni. Secondo il conte, la famiglia reale non avrebbe saputo prendersi adeguatamente cura di lui. «Aveva bisogno degli abbracci di Diana e ne sarebbe stato per sempre privato», scrive, definendolo «solo nella sua disperazione e nel suo tormento». Una «mano più premurosa», aggiunge, avrebbe potuto aiutarlo negli anni della crescita.
Spencer racconta inoltre che Diana si recò più volte alle scogliere di Beachy Head pensando di «farla finita», ma sarebbe stata fermata dall'amore per i figli. Nel libro c'è anche il ricordo di un commento di Carlo, pochi giorni dopo l'annuncio del fidanzamento: «Un po’ grassoccia qui, no?». Diana, che soffriva di bulimia, lo avrebbe definito «devastante».
Il vecchio pettegolezzo sul valletto
Tra le anticipazioni è riemerso anche un vecchio gossip su una presunta relazione tra Carlo e un suo valletto. Spencer racconta che, poco prima del divorzio del 1996, Diana gli disse: «Mio marito è innamorato del suo valletto». Il conte precisa però di non conoscere il nome dell'uomo e di non aver mai chiesto alla sorella perché credesse a quella che lui stesso definisce «una cosa tanto improbabile». Il riferimento è stato collegato dalla stampa britannica a Michael Fawcett, storico assistente personale di Carlo, ma il libro non fornisce elementi che dimostrino l'esistenza della presunta relazione.
La risposta di re Carlo
Buckingham Palace ha replicato alle accuse contenute nel libro, in uscita la prossima settimana. Un portavoce ha dichiarato che Carlo è consapevole che «il dolore per la perdita di una sorella può offuscare la ragione, influenzare il giudizio e alterare i ricordi in modi che altri non colgono», anche a distanza di molti anni. La frase attribuita a Carlo sarebbe stata pronunciata durante l’organizzazione dei funerali di Diana, quando William e Harry, allora quindicenne e dodicenne, avrebbero dovuto partecipare al corteo funebre.

Spencer sostiene inoltre che i due giovani principi furono di fatto spinti a prendere parte alla processione, nonostante Diana non avrebbe voluto. Secondo la royal correspondent di Sky News Laura Bundock, la risposta del Palazzo rappresenta un intervento «davvero eccezionale», particolarmente netto rispetto alla tradizionale linea della monarchia del «never complain, never explain».



