Cronaca

Desenzano, 16enne si tuffa dal pedalò e non riemerge

I ragazzi che erano con lui hanno lanciato l’allarme: sul posto è intervenuta la Guardia costiera
Paolo Bertoli, Alice Scalfi
Desenzano, il luogo dove è avvenuto l'annegamento nel pomeriggio
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Desenzano, il luogo dove è avvenuto l'annegamento nel pomeriggio

Inizia nel peggiore dei modi la stagione turistica sul lago di Garda. Un ragazzo di 16 anni è in condizioni disperate da ieri sera al Civile dopo che non è riemerso da un tuffo nelle acque di Desenzano.

L'imbarcadero a Desenzano del Garda - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
L'imbarcadero a Desenzano del Garda - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

L’adolescente è stato recuperato, privo di sensi, dalla Guardia Costiera con l’aiuto degli stessi amici. Lo hanno individuato sul fondo del lago e affidato a medici e infermieri del 118 che per oltre un’ora l’hanno rianimato sul lungolago, proprio accanto all’attracco dei traghetti.

La situazione è apparsa critica fin dai primi istanti ma ciascuno ha tentato tutto il possibile: il team dell’elisoccorso ha continuato le manovre per far battere artificialmente il cuore fino a quando il 16enne è stato affidato al centro di rianimazione del Civile, dov’è stato ricoverato in prognosi riservata.

La ricostruzione

Quello di ieri per il gruppo di giovanissimi doveva essere un pomeriggio spensierato sul Garda, nel pieno del ponte del Primo maggio con temperature decisamente calde. Il ragazzo, nato in provincia di Bergamo e lì residente, era arrivato a Desenzano con altri coetanei, alcuni in auto e altri in treno, e aveva deciso di passare qualche ora in spiaggia nella zona del Desenzanino. Lì un gruppetto ha deciso di affittare un pedalò e con quello i ragazzi si sono allontanati di alcune decine di metri dalla riva, restando comunque all’interno della zona di sicurezza delimitata dalle boe.

Il drammatico episodio si è verificato una manciata di minuti dopo le 18 quando il 16enne ha deciso di fare il bagno: balzato in acqua, infatti, non è più riemerso.

Gli amici, non vedendolo risalire, si sono spaventati e immediatamente si sono messi a cercarlo, immergendosi fino dove riuscivano. Negli stessi istanti è partita la chiamata al Numero unico di emergenza 112 e il gommone di pronto intervento della Guardia Costiera li ha raggiunti in pochi minuti. Grazie alle indicazioni dei giovanissimi, gli uomini del soccorso navale hanno individuato il corpo adagiato sul fondo e insieme a loro lo hanno issato sul gommone e trasferito all’imbarcadero dove, nel frattempo, erano arrivate ambulanze, automedica e le pattuglie della Polizia. Da lì è iniziata la corsa contro il tempo. Le manovre di rianimazione non si sono mai interrotte, nessuno degli operatori ha perso la speranza nonostante la condizioni davvero critiche in cui il 16enne è arrivato sul lungolago.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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