Cronaca

Desenzano riscopre Cagnaccio grazie a un punto d’interesse su Google Maps

Un’iniziativa di Armando Bellelli porta l’attenzione sulla casa natale dell’artista, figura di rilievo del realismo magico novecentesco
Autoritratto di Cagnaccio di San Pietro
Autoritratto di Cagnaccio di San Pietro

Uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento è nato a Desenzano. Ma quasi nessuno lo sa. Così qualcuno ha deciso di rimediare, almeno su Google Maps. Il pittore è Cagnaccio di San Pietro, nome d’arte di Natale Bentivoglio Scarpa, uno dei protagonisti del realismo magico tra le due guerre. E il qualcuno è Armando Bellelli, appassionato di storia e storie, locali e non, instancabile scopritore di curiosità desenzanesi.

Nei giorni scorsi Bellelli ha creato su Google Maps un punto di interesse dedicato alla casa natale del pittore, che secondo le fonti si trovava in contrada Patria al civico 4. Oggi siamo al Porto vecchio, più o meno dove un tempo c’era la sede della Guardia di Finanza, in quella zona che per secoli è stata il cuore dei traffici e della dogana sul Garda.

Un dettaglio che non è affatto secondario. Il padre del pittore, infatti, lavorava proprio lì: era un fanalista della dogana e si occupava del faro di Desenzano, quando il lago non era solo cartolina ma anche rotta commerciale. «Parliamo di uno dei principali pittori italiani del Novecento – racconta Bellelli – e qui praticamente non lo ricorda nessuno».

Realismo magico

E in effetti Cagnaccio di San Pietro non è proprio l’ultimo arrivato. Le sue opere hanno partecipato a diverse Biennali di Venezia, il suo nome compare nella Treccani e tra gli estimatori più convinti c’è anche Vittorio Sgarbi, che lo cita spesso tra i protagonisti della pittura italiana del Novecento.

Tra i suoi dipinti più noti ci sono opere diventate ormai iconiche come «Dopo l’orgia» o «Il naufrago», quadri che raccontano senza filtri la realtà del loro tempo. Dipinti che ancora oggi colpiscono per la loro forza visiva e per la precisione quasi maniacale dei dettagli. Il suo stile era diretto, quasi chirurgico. Dipingeva la realtà senza addolcirla: oggetti, corpi, scene quotidiane resi con una precisione quasi fotografica. Non proprio pittura da salotto, insomma. Proprio questa capacità di osservare la realtà con uno sguardo freddo e lucidissimo lo ha reso uno dei nomi più rappresentativi del cosiddetto realismo magico, una corrente artistica che tra gli anni Venti e Trenta cercava di raccontare il quotidiano con un realismo quasi straniante.

Un ricordo lontano

Il nome d’arte, poi, era già tutto un programma. «Cagnaccio» pare richiamasse il carattere non proprio accomodante del pittore. «Di San Pietro», invece, rimandava al quartiere veneziano di San Pietro di Castello, dove visse a lungo. Insomma: un personaggio niente male. Solo che a Desenzano, a parte gli studiosi, lo conoscono in pochi.

Il punto d'interesse segnalato sulla mappa
Il punto d'interesse segnalato sulla mappa

Da qui l’idea di Bellelli: almeno segnare il punto sulla mappa: «Non dico una statua – sorride – ma una targa sulla casa natale sarebbe già qualcosa». Il segnaposto su Google Maps si aggiunge ad altri piccoli punti di interesse che Bellelli ha creato negli anni per rendere un po’ più leggibile la storia del centro: dalla Pietra dei falliti alla Madonnina seicentesca vicino al comando della Polizia locale. Insomma, quello della casa del Cagnaccio è solo l’ultimo punto sulla mappa di storie desenzanesi che Bellelli, con pazienza da esploratore urbano, sta disseminando qua e là, nel tentativo di rendere un po’ più visibili storie e personaggi che il tempo ha finito per nascondere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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