Tra il 1900 e il 1915 il Liberty si affermò in Italia come lo stile del moderno, in una breve e seducente stagione di passaggio, in cui l’urgenza di un linguaggio nuovo nasceva per dare forma artistica a una modernità incalzante, nella quale si poneva un’ostinata fiducia, eppure attraversata da sottili inquietudini. «Arte nuova, stile moderno, stile Liberty, stile floreale»: così lo definiva nel 1902 il critico Alfredo Melani, cogliendo l’esplosione di un fenomeno che, lungi dall’essere un semplice gusto ornamentale, esprimeva più profondamente la crisi di una società segnata dalle trasformazioni industriali, urbane e sociali del nuovo secolo.
La mostra
È proprio la rappresentazione di questo tentativo di ricondurre armonia e bellezza nel cuore di una società che andava cambiando a velocità travolgente a costituire il filo rosso della mostra «Liberty - L’arte dell’Italia moderna», inaugurata ieri a Palazzo Martinengo in via Musei, grazie all’associazione Amici di Palazzo Martinengo in collaborazione con Fondazione Provincia di Brescia Eventi e con il patrocinio di Provincia e Comune di Brescia. Al vernissage erano presenti per la Provincia di Brescia il presidente Emanuele Moraschini e la consigliera Nini Ferrari; per Fondazione Provincia di Brescia Eventi Nicoletta Bontempi; per il Comune la sindaca Laura Castelletti; e per gli Amici di Palazzo Martinengo la presidente Roberta Bellino.



