Cronaca

Desenzano, la proposta dei dem: una targa per ricordare i Feltrinelli

Si riapre il dibattito sul belvedere del lungolago: «Serve la memoria dei luoghi e delle persone»
Alice Scalfi
Il lungolago di Desenzano © www.giornaledibrescia.it
Il lungolago di Desenzano © www.giornaledibrescia.it

Intitolare il belvedere del lungolago ai Fratelli Feltrinelli: è la proposta avanzata dai consiglieri comunali del Partito democratico, che chiedono anche l’installazione di un pannello informativo per raccontare la storia della storica azienda di legnami, attiva dal 1846 al 1954 e per decenni punto di riferimento per l’economia cittadina.

La richiesta arriva mentre in città si parla del progetto di riqualificazione del lungolago fino al vicolo delle lavandaie: si tratta del terzo e ultimo lotto, in partenza in autunno. Ma l’intitolazione riguarda un altro tratto, quello del secondo lotto, il più discusso, che ha comportato l’eliminazione della spiaggetta conosciuta da tutti come Lido Feltrinelli.

Sviluppo

Il deposito di legnami Fratelli Feltrinelli fu aperto a metà Ottocento e rimase in funzione per più di cento anni. L’area si estendeva, secondo l’attuale urbanistica, da via Cesare Battisti fino a via Gramsci. Qui approdavano i barconi carichi di tronchi provenienti dal Tirolo, scaricati sul pontile e trasferiti al deposito attraverso carrelli che correvano su rotaie posate lungo la strada delle Rive, autorizzate ufficialmente dal Municipio nel 1900. Per generazioni di desenzanesi fu una scena quotidiana: il legname che attraversava la città sul lungolago, segnando anche visivamente il rapporto tra lago ed economia.

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Un'elaborazione grafica della passeggiata a lago - © www.giornaledibrescia.it
Un'elaborazione grafica della passeggiata a lago - © www.giornaledibrescia.it

Oggi di quel mondo restano solo pochi spezzoni di binari collocati in un’aiuola del lungolago, senza alcuna spiegazione per chi passeggia. Un’assenza che, secondo i consiglieri del Pd, merita di essere colmata con un’intitolazione e un pannello che restituiscano contesto e memoria.

A supporto della proposta vengono citati i volumi di Simone Saglia («Storia di un Paese - tempi dell’inganno 1900-1940») e di Amelia Dusi («Racconti-Famiglie dei tempi andati»), che hanno riportato alla luce la vicenda. Non solo azienda, ma anche filantropia: i titolari furono tra i benefattori dell’asilo Ave e dell’ospedale cittadino, contribuendo allo sviluppo non solo economico ma anche sociale della città. «Non basta un nuovo lungolago per essere il lungolago di Desenzano – conclude la capogruppo Maria Vittoria Papa – serve anche la memoria dei luoghi e delle persone che li hanno resi vivi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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