CronacaGarda

Lonato, lo «strano patto» fra ex per il depuratore di Esenta

Il già sindaco Perini e l’assessore Papa firmano una lettera aperta in cui chiedono garanzie e compensazioni per l’opera
L'ingresso del depuratore di Centenaro, inaugurato nel 2019 - © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso del depuratore di Centenaro, inaugurato nel 2019 - © www.giornaledibrescia.it
AA

Un’inedita alleanza, che mette fianco a fianco due ex amministratori comunali storicamente divisi da visioni politiche opposte, scende in campo contro il rischio che Lonato subisca senza voce in capitolo il nuovo depuratore gardesano.

L’ex sindaco Morando Perini (centrosinistra) e l’ex assessore ai Lavori pubblici Oscar Papa (centrodestra) hanno firmato insieme una lettera aperta ai cittadini per richiamare l’attenzione su un progetto destinato a cambiare volto alla località Malocche, a Esenta: un impianto per la depurazione dei reflui provenienti dalla sponda bresciana del lago, con centrale a biogas, parco fotovoltaico, stazione di pompaggio e circa dieci chilometri di condotte interrate dal Lido fino alla zona di insediamento.

I due, pur ribadendo che la depurazione è un obiettivo di civiltà, ricordano che Lonato si è dotata da decenni, con risorse proprie, di una rete di fognature e di depuratori (come quello di Centenaro, inaugurato nel 2019), e che l’opera non porterebbe nuovi allacciamenti locali. Contestano anche la scelta politica che ha diviso la gestione fra Lombardia e Veneto, rinunciando a potenziare l’impianto di Peschiera.

Il testo

«Non siamo contrari alla depurazione del Garda – scrivono i due – ma pretendiamo che il nostro territorio non sia solo un luogo di servizio, senza avere alcun ritorno per la comunità». Al centro del loro appello c’è la richiesta di istituire subito un tavolo tecnico nominato dal Comune, composto da professionisti in grado di seguire l’intero iter progettuale, con potere di proposta e di veto.

«Se interveniamo dopo – avverte Papa – sarà troppo tardi per modificare scelte che avranno ricadute per decenni». Compiti: ottenere dai gestori i dati sulla separazione tra acque nere e bianche, pretendere che i comuni rivieraschi smaltiscano in loco le seconde, verificare soluzioni alternative per la stazione di pompaggio, studiando il tracciato delle condotte per limitare l’impatto sulla viabilità e valutare in anticipo l’impianto di produzione e combustione di biogas. L’attenzione dovrà estendersi anche alla gestione delle acque depurate, destinate ai campi agricoli, con il coinvolgimento di associazioni di categoria e consorzi di bonifica per definire modalità sicure e piani di monitoraggio.

Richieste

Perini e Papa chiedono poi che l’opera generi compensazioni economiche proporzionate al servizio reso: «Non basta una quota della tassa di soggiorno – sottolineano – serve un corrispettivo pari al canone di fognatura e depurazione, da investire qui, nella rete comunale e in progetti ambientali». A questo si aggiunge la valorizzazione della ghiaia che sarà estratta durante i lavori. Fondamentale, infine, che il depuratore adotti sistemi di controllo «Industry 4.0» per monitorare in tempo reale i parametri e intervenire in maniera predittiva. «Non vogliamo un impianto che si accorge dei problemi quando ormai sono fuori controllo – chiosa Perini – ma una struttura moderna, che previene e tutela la salute dei cittadini».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.