Cronaca

Daraxonrasib, come funziona il nuovo farmaco contro il tumore al pancreas

Agisce sulla proteina RAS e negli studi ha mostrato benefici sulla sopravvivenza. Dopo l’ok negli Usa, dall’Ema è arrivato il primo parere favorevole
Si tratta di un medicinale somministrato per via orale
Si tratta di un medicinale somministrato per via orale

Il daraxonrasib, il farmaco per il quale la famiglia di Emanuele Marchina ha aperto una raccolta su GoFoundMe, è un nuovo farmaco antitumorale orale che agisce bloccando la proteina RAS, spesso alterata nei tumori ed in particolare nel tumore del pancreas, con l’obiettivo di rallentare o arrestare la crescita delle cellule tumorali. In uno studio internazionale di fase III, condotto su persone con adenocarcinoma pancreatico metastatico già trattato, ha mostrato un beneficio di sopravvivenza rispetto alla chemioterapia. Non equivale ad una cura definitiva né permette di prevedere il beneficio per ogni singola persona. La sua eventuale indicazione spetta all’équipe oncologica, sulla base delle condizioni cliniche e delle indicazioni applicabili.

Il farmaco è stato approvato negli Stati Uniti nell’agosto 2026. Il 15 ottobre il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea per i medicinali ha espresso parere favorevole alla sua autorizzazione. Restano da completare la decisione europea e i successivi passaggi nazionali per definirne disponibilità e rimborsabilità.

Il movimento

La comunità oncologica italiana, le associazioni dei pazienti, le società scientifiche e le istituzioni sanitarie si stanno già fortemente impegnando per favorire un accesso quanto più rapido possibile a questo nuovo farmaco.

Fondazione Poliambulanza segue quotidianamente l’evoluzione delle evidenze scientifiche e delle procedure regolatorie, valutando anche la partecipazione agli studi clinici secondo i criteri previsti dai singoli protocolli. Il percorso di accreditamento a Cancer Center di Poliambulanza integra le competenze coinvolte nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nell’assistenza oncologica, attraverso percorsi multidisciplinari sviluppati in conformità agli standard dell’Organisation of European Cancer Institutes (OECI).

Nota a cura della dott.ssa Silvia Noventa, medico dell’U.O. Oncologia, con il contributo del dott. Alberto Zaniboni, direttore della stessa Unità Operativa

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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