Il tappeto erboso è un elemento centrale nella creazione di un giardino: crea visivamente contrasto con le bordure miste e le siepi e dà la possibilità ai bambini di avere una zona più fresca dove giocare. Dopo l’estate, però, ha bisogno di cure, ancor più dopo mesi di caldo eccezionale. E non solo: questo è il momento migliore per seminare se si deve partire da zero. Come intervenire nel migliore dei modi? Ce lo siamo fatti spiegare da Andrea Piva, amministratore delegato di Paradello green.
Le temperature si sono finalmente abbassate, è l’ora di intervenire?
La fine dell’estate è un periodo chiave per il ciclo dei tappeti erbosi perché la stagione calda mette in difficoltà soprattutto le essenze tradizionali tra temperature, siccità e malattie, quindi l’autunno segna l’inizio dei lavori di rigenerazione.

Come procedere?
Se si ha già un prato bisogna pulire, arieggiare e procedere con la trasemina. E queste sono operazioni da fare ogni anno.
La trasemina è una delle operazioni con le quali rigenerare il prato: si deve prima effettuare l’arieggiatura per pulire il prato dal secco e dal feltro, per farlo ci sono macchine oppure si può fare manualmente con dei rastrelli. Poi si passa la macchina tosaerba e si procede con la semina di nuova erba, a mano oppure con un macchinario. Poi sarebbe meglio mettere il cosiddetto top dressing, un velo di sabbia che mantiene la superficie più umida e migliora la terra. Per ultimo si procede con la concimazione.
Per chi deve iniziare da zero?
Se si parte da zero, invece, ci sono due aspetti da considerare, quello strutturale, e cioè se è presente l’irrigazione e se il sistema è adeguato perché i prati hanno bisogno di essere bagnati in modo uniforme e senza sprecare acqua; e circostanziale, quindi se il fondo è adeguato. Il terreno dove cresce il prato, infatti, è importante: deve essere drenante e bisogna valutare con attenzione se ha bisogno di essere migliorato con fresature, apportando materiale sabbioso e ammendato per renderlo più fertile possibile. A Brescia il terreno è buono, in caso di ristrutturazione o nuova realizzazione va capito se la terra di riporto ha una struttura adeguata.

Che semenza scegliere?
Storicamente in Italia si seminano graminacee del gruppo delle microterme, ma queste sono più adatte ad un clima fresco, le temperature ideali sono tra i 15 e 25 gradi; quando arriva l’estate quindi andavano in sofferenza, ma 20 anni la finestra di gran caldo era molto più breve. E non è più nemmeno sostenibile per la loro necessità di acqua, basta guardare le fotografie di quest’estate dei prati inglesi completamente gialli, lì non ci sono sistemi di irrigazione nei parchi perché non ce n’è mai stato bisogno. Con il cambiamento climatico è meglio puntare sulle macroterme. Sono meno esigenti.

Noi da 7-8 anni coltiviamo la zoysia che richiede meno acqua ed è comunque bello. Non solo, ha bisogno di minori manutenzioni, è più resistente alle malattie fungine ed è più aggressiva con le erbe infestanti. Le macroterme, però, ingialliscono in inverno perché la pianta va in dormienza, ma resta viva e in primavera riparte.
Meglio scegliere semenze di qualità che garantiscano la non presenza di infestanti.
Trifoglio e dichondra?
Sono alternative inusuali, il prato è più naturale, ma meno stabile nel tempo e negli anni più difficili da gestire.
Per chi invece vuole un pronto effetto c’è anche l’erba a zolle. Come si gestisce?
Bisogna prima di tutto verificare l’impianto di irrigazione e svolgere bene la posa. E non va dimenticato: all’inizio ha bisogno di essere seguito per poter radicare.
Devo però dire che il prato seminato è più difficile da seguire nei primi 6-9 mesi.

Quale concime scegliere?
Consiglio un concime di tipo starter con azoto, potassio e una maggior presenza di fosforo che facilita la radicazione.
Quale errore vede fare più spesso?
Se si vuole un prato perfetto bisogna mettersi in testa di gestirlo correttamente, se lo si dimentica dura poco.
Ora veniamo alle note dolenti: si vedono sempre più spesso nei giardini delle case prati artificiali…
Questo per me è un errore: si crede di liberarsi della manutenzione e di risparmiare tempo, ma bisogna pensare che si posa della plastica in giardino che alza inevitabilmente le temperature e si perdono i benefici dei prato, come la biodiversità, e si porta sporco e polvere. Se si acquista una casa con un giardino perché si crede sia un valore aggiunto così lo si annulla.




