Fuori fa caldo. Le persone bevono di più, si lavano di più e tocca rabboccare spesso le piscine. Se si somma tutto, in questi giorni senza pioggia, è facile ridurre al minimo le scorte idriche. Lo conferma anche Acque Bresciane, che in comunicato del 2 agosto ha specificato: «A causa degli elevati consumi idrici registrati nelle ultime ore, i serbatoi di accumulo non riescono a compensare la richiesta durante le ore diurne».
Un problema che, evidentemente, non ha trovato soluzioni negli ultimi giorni. Secondo il gestore le situazioni da tenere attenzionate sono quelle nei Comuni di Tignale, Manerba, Magasa, Puegnago, Padenghe, Muscoline e Lodrino. «I nostri operatori sono impegnati costantemente nel monitoraggio della rete e nel rifornimento dei serbatoi, anche mediante l'impiego di autobotti, al fine di limitare i disagi alla popolazione», precisa comunque Acque Bresciane.
Nella rete idrica gestita da A2A la situazione è per ora sotto controllo. Non c’è stata nessuna richiesta di autobotti – com’era invece accaduto nel 2022 – e non si registrano criticità.
Lago di Garda
La zona con più criticità sembra essere dunque quella del lago di Garda. Il sindaco di Puegnago, infatti, ha emanato già a metà luglio, un’ordinanza per limitare il consumo di acqua. Calvagese, Padenghe, Polpenazze e Calcinato hanno invece scelto la linea dell’invito a un utilizzo responsabile della risorsa.
Franciacorta
In Franciacorta la situazione sembra essere sotto controllo, anche se il sindaco di Coccaglio il 31 luglio ha menato un’ordinanza per limitare l’utilizzo dell’acqua potabile. Irrigare e annaffiare giardini e prati è consentito solo dalle 22 alle 5 riducendo al minimo indispensabile l’utilizzo dell’acqua. C’è poi il divieto di lavare i cortili e i piazzali, e i veicoli privati. Ma anche il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine private. Inoltre è vietato l’utilizzo dell’acqua potabile per qualsiasi uso diverso da quello alimentare, domestico ed igenico. L’ordinanza è in vigore fino a quando il Comune non comunicherà soluzioni diverse.
A Palazzolo, invece, il sindaco si è limitato a fornire i «buoni consigli» per risparmiare l’acqua, ma nessuna ordinanza specifica, in quanto – riferisce – la stessa Acque Bresciane non ha riportato situazioni allarmanti in paese.
Nella Valli
In Valtrompia per ora non c’è nessuna ordinanza restrittiva, ma diversi Comuni hanno invece invitato alla parsimonia nell’utilizzo dell’acqua. In Valcamonica ci sono invece alcune problematiche in più. In alcuni Comuni le ordinanze sono scattate da tempo: la situazione più critica è a Ceto, ma la crisi idrica ha colpito anche Breno, Piancogno e Bienno. Si registrano però criticità anche a Pian Camuno, Capo di Ponte e Ponte di Legno.



