Cronaca

Crediti fittizi al Brescia, interdetti commercialista e imprenditore

Marco Gamba e Andrea Piceni sono coinvolti in un presunto sistema di commercializzazione di crediti Iva inesistenti per oltre quattro milioni di euro. La Cassazione ha confermato il provvedimento del Riesame, che avrà durata di dodici mesi
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Massimo Cellino, considerato dalla Procura parte lesa di questa vicenda - © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino, considerato dalla Procura parte lesa di questa vicenda - © www.giornaledibrescia.it

Interdetti per dodici mesi dall’esercizio della professione e dell’attività imprenditoriale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha confermato il provvedimento disposto dal Tribunale del Riesame di Brescia nei confronti di Marco Gamba e Andrea Piceni, rispettivamente commercialista e imprenditore bresciani, coinvolti in un presunto sistema di commercializzazione di crediti Iva inesistenti per oltre quattro milioni di euro.

L’accusa

L’indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Brescia, ipotizza che i due, insieme ad altri tre indagati, abbiano avuto un ruolo nell’intermediazione di crediti fiscali fittizi creati attraverso società prive di una reale attività economica e intestate a prestanome.

Secondo gli investigatori, i crediti sarebbero stati poi ceduti a diverse aziende, tra cui il Brescia Calcio, che li avrebbe utilizzati per compensare imposte e contributi. Per la Procura, però, il club sarebbe stato ignaro della natura fraudolenta dell’operazione e va considerato parte lesa della vicenda.

L’arresto a febbraio

Per i giudici del Riesame, il commercialista e l’imprenditore erano consapevoli dell’inesistenza dei crediti, ma avrebbero comunque favorito la conclusione delle operazioni senza informare le società acquirenti, incassando così le relative provvigioni. L’inchiesta aveva già portato, nel giugno 2025, a perquisizioni in tutta Italia nei confronti di 25 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche. Lo scorso febbraio, inoltre, un imprenditore originario della provincia di Avellino era stato arrestato e sottoposto alla custodia cautelare in carcere.

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