Corda Molle, sul pedaggio è scontro tra i bresciani alla Camera
Il rischio che la Corda Molle diventi a pagamento si fa sempre più concreto. A riaccendere i timori è stata la bocciatura, da parte della Camera, dell’ordine del giorno presentato da Fabrizio Benzoni (Azione), che chiedeva un impegno formale del Governo per garantire la gratuità del raccordo autostradale che unisce Montichiari a Ospitaletto. Una decisione che alimenta la preoccupazione dei territori e accentua le divisioni tra i parlamentari bresciani.
Benzoni non nasconde l’amarezza: «Il mio ordine del giorno mirava a eliminare un costo ingiustificato per cittadini e imprese. Inaccettabile che abbiano votato contro anche deputati eletti in provincia. Ancora una volta - accusa - gli interessi del territorio vengono sacrificati a logiche di partito».
In Aula
La proposta del deputato di Azione, presentata nell’ambito del decreto-legge 2551 sulle infrastrutture, è stata sostenuta in Aula solo da Gianantonio Girelli (Pd).
Hanno votato contro Cristina Almici e Giangiacomo Calovini (Fratelli d’Italia). Simona Bordonali (Lega) era presente ma non ha partecipato alla votazione, mentre Paolo Formentini (Lega) e Maurizio Casasco (Forza Italia) risultavano assenti. Un voto che ha un peso anche simbolico: è uno dei primi atti parlamentari in cui la delegazione bresciana si divide apertamente su un’infrastruttura strategica per il territorio, attesa da anni e al centro di richieste concrete da parte di cittadini, amministratori e imprese.

«È l’ennesima dimostrazione della distanza tra gli annunci del Governo e la realtà – commenta Girelli –. Dopo mesi di risposte ambigue, anche questo ordine del giorno è stato affossato».
Il dibattito arriva a pochi mesi dalla scadenza fissata per l’introduzione del pedaggio, più volte rinviata. A margine della seduta, lo stesso Benzoni ha spiegato che «la Corda Molle oggi non è a pagamento perché mancano collaudi e condizioni tecniche. Ma il rischio che lo diventi da gennaio è concreto: il Governo non ha ancora convocato i sindaci, né attivato un tavolo per trovare una soluzione». Una posizione critica già espressa in passato, quando, ricorda Benzoni, il ministro Matteo Salvini aveva rassicurato più volte i bresciani che il pedaggio non sarebbe stato introdotto a breve.

A confermare la linea dell’Esecutivo è stato proprio Salvini durante un recente question time: «Nessun pedaggio sarà applicato sulla cosiddetta Corda Molle per tutto il 2025», ha dichiarato in Aula. Un passaggio che Cristina Almici (FdI) ha subito rivendicato: «Si tratta di una conferma importante, in linea con quanto sosteniamo da tempo. Tutelare il territorio bresciano significa evitare aggravi per cittadini, lavoratori e imprese».
Ma la posizione della deputata di Fratelli d’Italia è più articolata. Già nelle scorse settimane Almici aveva presentato un ordine del giorno per impegnare il Governo a «mantenere la gratuità del raccordo». Quel testo, però, è stato riformulato in Aula su richiesta dell’Esecutivo: la nuova versione, approvata, parla di evitare «ulteriori pedaggi». Una formulazione più vaga, che ha suscitato perplessità. «Quando è stato approvato l’ordine del giorno - ha spiegato Almici - ho chiesto chiarimenti alla Commissione competente. Mi è stato confermato che l’interpretazione corretta è riferita alla situazione attuale: poiché oggi la Corda Molle non è a pagamento, l’impegno riguarda il mantenimento di questa condizione».
Polemiche

Almici difende il suo voto contrario all’odg Benzoni: «Non significa rinunciare all’obiettivo della gratuità. Anzi: proprio per trovare una soluzione concreta e sostenibile, abbiamo bisogno di lavorare nei tavoli tecnici già avviati dal Governo. Ma chiedere oggi un impegno formale su un atto non ancora definito nei suoi aspetti tecnici e normativi rischia solo di alimentare lo scontro politico». Da qui la scelta di non votare un testo «strumentale».
Replica Benzoni: «È abbastanza sorprendente leggere lezioni di concretezza da parte della collega Almici – afferma –. Se è vero che è troppo impegnativo chiedere la gratuità, non si capisce se la Almici sia la stessa che festeggiava per l’accoglimento del suo ordine del giorno, senza accorgersi che nella riformulazione era stata tolta proprio la parola "gratuità"».
I segnali preoccupano
«Sono già comparsi i cartelli del Telepass – ricorda Benzoni –. Il Governo ha assicurato che il tratto resterà gratuito almeno fino a dicembre 2025. Ma resta il timore che, una volta completati i collaudi, il pagamento possa partire già da gennaio». In attesa di conferme ufficiali, le Amministrazioni locali e le imprese del territorio restano alla finestra, in cerca di risposte chiare. Per ora le rassicurazioni restano sul piano verbale. E il tempo stringe.
Il futuro della Corda Molle resta dunque appeso a un filo. Quel che è certo è che, dopo anni di annunci, la questione è ancora aperta e l’uscita dall’impasse appare lontana.
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