Corda Molle e nodo pedaggio, a dicembre previsto un incontro a Roma
Sarà pedaggio o non sarà pedaggio. La domanda che ha caratterizzato il dibattito sulla Corda Molle negli ultimi mesi resta ancora senza risposta. Ma c’è una novità. «Ho sentito il ministro e anche la segreteria tecnica del ministero dei Trasporti: a dicembre ci sarà una convocazione a Roma di tutti i soggetti interessati, al fine di trovare una soluzione definitiva».
Le parole del consigliere provinciale leghista Marco Togni mettono un ulteriore tassello su un percorso che si sta facendo sempre più accidentato. Soprattutto dal punto di vista politico. Perché i cittadini rimangono in attesa con le orecchie ben drizzate e gli amministratori (a tutti i livelli) sono chiamati a dare chiarimenti. È difficile prevedere se l’incontro di dicembre nella capitale potrà dare davvero una risposta definitiva, certamente, però, darà qualche indicazione in più su un tema che per ora è costellato di domande, ma è povero di soluzioni.
In Consiglio provinciale si è tornati sull’argomento grazie a una mozione presentata dal centrosinistra. Tra le altre cose, il documento chiede al presidente Moraschini di «esprimere sostegno alla posizione dei sindaci coinvolti» e di sostenere la gratuità del raccordo autostradale con il Ministero. «È un tema che coinvolge tutti i bresciani e vogliamo dare un segno di supporto politico, sapendo che il presidente e alcuni consiglieri si sono già espressi», ha sintetizzato Maurizio Libretti (Pd). Alla fine la mozione è stata approvata dal Consiglio con un emendamento di Paolo Fontana (Forza Italia) che ha chiarito alcuni aspetti tecnici.

Nel ritocco del consigliere con delega alle Strade c’è un punto interessante: la richiesta ad Autovia Padana (la concessionaria) «di fornire immediatamente i dati storici e quelli aggiornati del traffico in ambo le direzioni, sia del raccordo autostradale Corda Molle che del tratto A21 da Manerbio a Brescia Centro».
Il Broletto prova a muoversi per cercare di sgarbugliare un groviglio di promesse, richieste e lamentele che ogni giorno si stringe sempre di più. A dicembre la faccenda potrebbe apparire più chiara.
Terreni
Dopo la Corda Molle, in aula è arrivato il tempo dell’agrivoltaico. Nei giorni scorsi il vicepresidente della Provincia Fabio Rolfi e l’assessore del Partito democratico Fabio Capra hanno preso posizione sull’argomento. «In provincia di Brescia ci sono 56 impianti agrivoltaici autorizzati per oltre 100mila kilowattora e altri quattro in lavorazione per 64mila kilowattora. Purtroppo la Provincia si limita a una semplice verifica della richiesta per costruire l’impianto. Noi chiederemo ai nostri dirigenti di continuare ad applicare la legge, ma è evidente che siamo in difficoltà: il rischio è che il comparto agricolo si trasformi da un’attività produttiva a una rendita passiva».
Capra ha invece espresso la propria perplessità rivendicando la volontà «di poter dire sì o no» alle richieste che giungono negli uffici. «È il ruolo della politica – ha precisato –: la responsabilità non deve ricadere sul settore dirigenziale». Il consigliere Pd con un’interrogazione ha chiesto anche che venga accelerato l’iter per la variante al Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) «per tutelare le aree agricole provinciali e per evitare interventi di natura speculativa e consumo di suolo».

Una richiesta accolta favorevolmente da Rolfi, che però precisa: «Non so che ricadute positive possa avere in questo caso, perché il Green deal ha creato un clima favorevole a queste iniziative. Purtroppo un tema giusto come quello delle energie rinnovabili ha subìto un’involuzione per colpa delle speculazioni economiche».
Alla fine comunque è rimasta l’unità d’intenti, sancita da Fabio Capra con parole piuttosto chiare: «Se c’è da fare una battaglia comune sono pronto a scendere in campo: leggerò la mozione presentata dal vicepresidente Rolfi (e non discussa ieri, ndr) e la voterò».
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