Un bilancio che per il terzo anno consecutivo è in attivo (cosa particolarmente gradita dopo il rosso del triennio 20/22), un nuovo Consiglio di amministrazione (con quattro persone in più, così da avere altre forze a disposizione) e un presidente rieletto (che però entro l’anno lascerà il posto al suo successore).
Cosa cambia
Così si è risolta l’assemblea dei soci della Collaboriamo, una coop che dal 1981 si occupa di servizi per persone disabili attraverso un centro diurno e una comunità socio sanitaria. Le novità sono state presentate da Battista Gabossi, il riconfermato presidente uscente, e da tre consiglieri del Consiglio di amministrazione (Cda): Simone Pennati, Mariapaola Bregoli e Federica Gadaldi.
Il nuovo Cda (di cui fanno parte anche Massimo Antonini, Maddalena Bertoletti, Pier Luigi Co’, Audilia Sudati, Franco Berardi e Guido Telò) è composto da dieci persone: quattro in più rispetto al passato. «Abbiamo allargato la platea – spiega Gabossi – perché le cose da fare sono tante: con più persone che lavorano riusciamo a fare tutto».
Novità e conti
Dicevamo che a breve il presidente lascerà l’incarico: «Ho 78 anni compiuti – spiega l’interessato allargando le braccia –. Da tempo stiamo preparando la fase di transizione, anche cercando un nuovo presidente. Ora che l’abbiamo trovato, possiamo procedere: entro un anno il consigliere Franco Bregoli prenderà il mio posto alla guida della Coop. È molto competente: sono sicuro che lavorerà bene».
Infine, il bilancio in attivo. Anche se non sono la principale ragione sociale, i conti in ordine fanno comodo anche a una cooperativa, soprattutto se, per una serie di motivi più che validi, nel triennio 2020/2022 si era andati in rosso. Ma è acqua passata: per il terzo anno consecutivo il bilancio della Collaboriamo è in attivo. Il 2025 ha fatto registrare un utile di 20.031 euro.
«Tutto questo è stato possibile grazie ad una serie di entrate e risparmi – spiega il consigliere Simone Pennati –. Si va dalle raccolte che facciamo nel corso dell’anno alle donazioni del 5 per mille, passando per gli affitti della cascina e degli appartamenti di cui disponiamo. Da non dimenticare l’economia sulle utenze: grazie agli interventi fatti con 110% abbiamo risparmiato almeno 7.000 euro».



