Cronaca

Controllo preventivo per Ilaria Salis in hotel: «L’Italia è un regime»

Bonelli e Fratoianni in una nota: «Inaccettabile». La Questura: «Intervento dovuto dopo la segnalazione di un Paese europeo», si tratterebbe della Germania
L'eurodeputata Salis e le forze dell'ordine nella sua camera d'albergo - Foto Ansa/Instagram
L'eurodeputata Salis e le forze dell'ordine nella sua camera d'albergo - Foto Ansa/Instagram

«Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un “controllo preventivo”. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio». Lo affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, in una nota.

«È inaccettabile che in Italia – proseguono i leader rossoverdi – una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda pretendiamo parole di chiarezza dal ministro Piantedosi».

La reazione di Salis

L’attività, ha poi fatto sapere la Questura, ha avuto origine «da una segnalazione proveniente da un Paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane». Segnalazione che, a quanto emerge, sarebbe arrivata dalla Germania, nell’ambito del sistema di segnalazioni Schengen.

«L’Italia è ormai un regime», ha scritto sui social Ilaria Salis: «Questa mattina la Polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare – ha aggiunto –, effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il governo Meloni al potere... Viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica! #NoKings».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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