Meno specie invasive, prati aridi recuperati e sentieri meglio protetti dall’erosione. È il nuovo intervento di riqualificazione ambientale che interesserà la Riserva naturale della Rocca, del Sasso e Parco lacuale, dopo l’approvazione del progetto esecutivo da parte della Giunta comunale di Manerba del Garda. L’investimento complessivo ammonta a 78.436 euro, dei quali 49 mila coperti da un contributo della Regione destinato agli enti gestori delle riserve naturali. L’obiettivo non è realizzare nuove opere, ma migliorare lo stato di conservazione di uno dei luoghi naturalistici più preziosi del basso Garda, intervenendo sulle criticità emerse negli ultimi anni.
Contenimento
Il progetto prevede innanzitutto il contenimento delle principali specie vegetali invasive, come ailanto, robinia e amorfa, che stanno progressivamente sostituendo la vegetazione autoctona e alterando gli equilibri ecologici della Riserva. Saranno inoltre recuperati i prati aridi, habitat di particolare pregio per la biodiversità gardesana e per la presenza di numerose specie di orchidee spontanee.
Sono previsti anche interventi sulle aree umide, con opere mirate a migliorarne la funzionalità ecologica e la capacità di ospitare fauna e vegetazione tipiche di questi ambienti.
Area protetta
Particolare attenzione sarà riservata anche alla fruizione dell’area protetta. In alcuni tratti verranno posate staccionate in legno per indirizzare il passaggio dei visitatori, limitare la formazione di sentieri alternativi e contenere i fenomeni di erosione del terreno. Le opere sono state progettate per conciliare la tutela degli habitat con la presenza di escursionisti e turisti, che ogni anno frequentano numerosi la Rocca.
Dieci anni di vita
Istituita nel 2016, la Riserva si estende per circa 200 ettari tra la parte terrestre e il Parco lacuale. Comprende l’area della Rocca e del Sasso, di interesse naturalistico e archeologico, e una porzione di lago protetta tra Porto Dusano e Pisenze. Nei suoi boschi convivono specie tipiche dell’ambiente prealpino e mediterraneo, mentre i monitoraggi faunistici hanno censito quasi cento specie di uccelli, a conferma dell’elevato valore naturalistico del sito.
Gli interventi si inseriscono nel Piano di gestione della Riserva e puntano a rafforzare una manutenzione costante dell’area protetta, con l’obiettivo di conservare gli habitat più delicati e rendere compatibili tutela ambientale e fruizione pubblica.



