Tra i comuni della provincia dove la copertura della fibra ottica Ftth è più bassa c’è Ponte di Legno (poco meno dello 0,5% di famiglie raggiunte dalla rete Ftth a ottobre 2026). Ma proprio il comune dell’alta Valcamonica è stato coinvolto, assieme a Brescia, in una sperimentazione per valutare l’efficacia dell’integrazione della rete satellitare. Il progetto, nato da una collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale del governo, la Regione e l’Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti (Aria), mirava a testare se il satellite potesse essere in grado di supportare la fibra nelle aree più impervie, dove è più difficile installare connessioni per la banda ultralarga che necessitano di cavi interrati. Il progetto, che si è svolto per 60 giorni, faceva parte delle iniziative della «Strategia nazionale per la banda ultralarga»: è stato finanziato per 5 milioni di euro dal Dipartimento per la trasformazione digitale e per un altro milione e mezzo dalla Regione.
I test
Ma in cosa è consistita la sperimentazione? Nel concreto, sono state effettuate delle prove che hanno simulato un sistema interconnesso in cui il satellite ha «trasportato» il traffico dati da dei punti di raccolta locali – serviti dalla fibra ottica o dalla tecnologia Fwa – alla rete nazionale terrestre. Nella sperimentazione sono stati coinvolti 16 comuni, tra i quali Brescia e, appunto, Ponte di Legno: sono stati predisposti dieci punti di raccolta e 16 «borghi virtuali», in cui per 60 giorni è stato simulato il traffico simultaneo di circa un centinaio di utenti impegnati in varie attività online, dalla navigazione sul web allo streaming.

Starlink
La sperimentazione è stata realizzata da un raggruppamento formato da Fastweb e Telespazio, una società partecipata anche dal gruppo Leonardo. Il supporto scientifico è stato fornito dall’Università di Pavia. Secondo quanto si legge sul sito del Dipartimento per la trasformazione digitale, è stata «della partita» anche la costellazione di satelliti di SpaceX, Starlink, «come fornitore satellitare del servizio».
Le prove hanno valutato la qualità dei servizi simulati: Brescia – si legge nel report finale – è tra i comuni che hanno raggiunto il punteggio più alto nello streaming e nella navigazione web. I dati sui test sono stati presentati a settembre. «La fibra resta la spina dorsale delle nostre infrastrutture digitali, ma il satellite può completarla – ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio per l’Innovazione, Alessio Butti –. I risultati sono molto incoraggianti. Ora vogliamo confrontarci con gli operatori per definire le condizioni che consentano di replicare questo modello nel Paese».




