Più che il taglio del nastro contano i posti in più. E, soprattutto, una lista d’attesa che si azzera. Il nido comunale di via Pascoli cambia passo: con l’ampliamento inaugurato ieri la capienza sale da 40 a 70 posti, 64 dei quali già occupati dall’inizio del mese.
Le novità
Numeri che danno la misura dell’intervento da 900mila euro, con circa 300 metri quadrati aggiunti agli spazi esistenti e tre nuove aule. Con la nuova configurazione il nido assume anche il nome di «1000Giò», richiamo ai primi mille giorni di vita, una fase particolarmente importante per la crescita e lo sviluppo dei bambini.
La struttura è stata dedicata a Elvira Gelmini, levatrice e ostetrica molto conosciuta in paese, scomparsa nel 2022 dopo aver accompagnato alla nascita generazioni di concesiani.

Investimento
Il cantiere ha interessato anche le aree esterne, ampliate per le attività all’aperto, e l’efficienza energetica dell’edificio, dotato di nuovi infissi, murature isolate, riscaldamento a pavimento e sistemi di raffrescamento.
Sono stati inoltre rivisti la cucina e gli spazi di servizio, con la realizzazione di una nuova zona spogliatoi per il personale.
Dei 900mila euro complessivamente investiti, 850mila riguardano i lavori: 720mila sono stati finanziati dal Pnrr e 130mila dal Comune. Altri 38mila euro sono serviti per gli arredi destinati alla fascia 0-3 anni e 12mila per le attrezzature ludiche esterne.
All’ampliamento si accompagna anche una diversa organizzazione del servizio, gestito dall’Azienda speciale di Concesio: il nido potrà funzionare dodici mesi all’anno e alle famiglie saranno offerte anche consulenze pedagogiche.
«Avere una capienza massima di 70 posti significa poter rispondere alle esigenze della comunità e cancellare le liste d’attesa, dando certezze alle famiglie», ha sottolineato il sindaco Agostino Damiolini.
L’assessore ai Lavori pubblici Roberto Terzi ha invece posto l’accento sulla possibilità di «coniugare modernità, qualità e flessibilità». Con l’intervento di via Pascoli aumenta, dunque, di trenta posti la capacità potenziale del servizio comunale per la prima infanzia, che oggi dispone anche di spazi più ampi e di un’apertura estesa all’intero anno.


