«La destra in Regione ha voluto approvare, cinque mesi fa, una legge sui data center che prevedeva installazioni per un megawatt di potenza e già ora le pratiche in fase avanzata, secondo Terna, valgono nove volte tanto. Una proporzione che da sola basta a spiegare l’inadeguatezza della normativa approvata, come peraltro avevamo denunciato invano durante la fase di discussione». È la critica della consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli, intervenuta al termine delle audizioni nella commissione Infrastrutture del Consiglio regionale, dedicate alla diffusione dei centri di elaborazione dati in Lombardia.
Nel mirino dell’esponente dem anche le modifiche alla normativa proposte dall’assessore alle Risorse energetiche Massimo Sertori: «Il problema è che anche le nuove modifiche non danno risposte alla complessità dei temi che la proliferazione dei data center comporta, in primis l’approvvigionamento energetico, la grande concentrazione in alcune aree e l’impatto ambientale».
Per Cominelli la priorità resta intervenire sulle norme: «Bisogna mettere regole e limiti chiari per garantire la sostenibilità e né la legge attuale, né la modifica in discussione, appaiono adatte a questo scopo».



