«La mente organizzativa del gruppo criminale». È la definizione utilizzata nella sentenza della Corte d’Appello di Brescia per descrivere il ruolo attribuito a Stefania Franzoni, commercialista bresciana, nell’organizzazione al centro dell’inchiesta «Evasione continua». Per la donna condannata in via definitiva a sei anni e sei mesi, la vicenda torna ora in primo piano con una nuova confisca: altri 570mila euro sono stati recuperati dalla Croazia e trasferiti in Italia. La somma si aggiunge ai circa 400mila euro già confiscati nei mesi scorsi nei confronti di un altro coimputato, portando a circa 970mila euro il totale delle somme recuperate sui conti croati nell’ambito dello stesso procedimento.
Nella sentenza di condanna poi diventata definitiva, la Corte aveva ricostruito il ruolo di Franzoni come colei che «gestiva la creazione dei crediti IVA inesistenti» e «dirigeva le operazioni di accollo fiscale», dalla redazione dei contratti alla distribuzione dei crediti fittizi. È questo il contesto nel quale si inserisce l’operazione eseguita dalla Guardia di finanza di Brescia su disposizione della Procura generale. I 570mila euro erano depositati su conti correnti detenuti in Croazia dalla commercialista e sono stati recentemente trasferiti in Italia dall’autorità giudiziaria croata.
Secondo la ricostruzione investigativa, il valore complessivo dei crediti e delle fatture false era nell’ordine del mezzo miliardo di euro, con un profitto superiore ai 20 milioni. I profitti venivano trasferiti all’estero e messi al riparo attraverso conti correnti e cassette di sicurezza intestati a persone fisiche o società riconducibili al gruppo.
La condanna di Franzoni in primo grado risale al 2022 ed è diventata definitiva il 22 novembre 2023. La sentenza disponeva anche la confisca delle somme e dei beni sequestrati.
Per arrivare al recupero dei soldi in Croazia la Procura generale di Brescia ha trasmesso la sentenza irrevocabile all’autorità giudiziaria croata e il Tribunale di Pols ha disposto la confisca il 25 marzo 2024. Il provvedimento è diventato irrevocabile il 13 maggio 2026, rendendo possibile il trasferimento delle somme in Italia.




